Marie von Clausewitz, biografia di una donna dimenticata

Marie von Brühl. Ai più questo nome non dirà nulla. Ma, come raccontato in un bellissimo libro che consiglio, senza di lei probabilmente non sapremmo chi era il barone von Clausetwitz. E’ infatti Marie a raccogliere gli scritti e le analisi del marito e a pubblicarle in una raccolta, Vom Kriege (Della Guerra), uno dei testi più importanti di analisi strategica e militare che ancora oggi è adottato come libro di testo da numerose accademie.

Questa donna, di origini nobili, nata da un’importante famiglia di Varsavia, incontrò Carl von Clausewitz alla corte di quello che più tardi sarebbe diventato Federico III di Prussia. I due si innamorarono e decisero di sposarsi nonostante il parere contrario della madre di lei, che non vedeva di buon occhio la bassa paga da luogotenente del barone.

Rimasero sposati 21 anni, fino alla morte di lui nel 1831. Durante il matrimonio, come racconta Vanya Eftimova Bellinger nel suo libro, fu lei a insistere perché lui le mandasse i suoi appunti e le sue considerazioni dal campo di battaglia. I due, cosa rara per l’epoca, avevano infatti un rapporto alla pari. Discutevano di tutto, di politica, di letteratura, delle scelte quotidiane e si confrontavano. Poi, dopo che von Clausewitz (nel frattempo diventato generale) morì di colera, Marie raccolse tutti i fogli, le mappe e gli scritti, li editò e li diede alle stampe a Berlino grazie all’aiuto del fratello. Un lavoro immenso che la portò allo sfinimento, dato che il trattato finale è composto da otto libri.

Nonostante questo sforzo, Marie è morta — male, le vennero prescritte delle cure per l’esaurimento nervoso che la portarono al decesso— senza che per anni nessuno conoscesse il suo nome. Insieme ad Ada Lovelace, fa parte di quelle donne e studiose dimenticate dalla storia. E, anche se probabilmente oggi il mondo sarebbe un mondo migliore senza il trattato Vom Kriege, leggere la sua storia è un modo per renderle giustizia.