Del perché il testo delle canzoni nella musica leggera è un’inutile necessità

Dibattevo l’altro giorno con un mio amico sull’importanza dei testi per quanto riguarda le canzoni di musica leggera: pop, rock, folk, disco e quant’altro. Mi sono applicato con una certa passione nel tentativo di fargli cambiare idea, lui convinto assertore della centralità dei testi.
 Allargo quindi a tutto il mio pubblico (cioè il mio amico stesso più qualche sventurato capitato per caso su Mantaray) il mio ragionamento.

  1. la musica è emozione, istinto: le cose che ci colpiscono quando ascoltiamo una canzone sono la melodia, il mix sonoro, gli strumenti e le voci. E’ una reazione istintiva e non mediata quella che ci porta al gradimento o meno di un brano.
  2. per cantare serve un testo: al centro di qualsiasi pensiero musicale c’è la musica stessa, tuttavia è necessario avere qualcosa da cantare, il testo è una necessità prima che un’esigenza.
  3. ma questo qui ha qualcosa da dire? i testi delle canzoni sono i più diversi e disparati (anche disperati talvolta) e chiariscono velocemente il fatto che l’artista in questione abbia qualcosa da dire oppure no. Una mia approssimativa analisi mi porta a dire che circa il 90% (stima approssimata per difetto) degli artisti non ha nulla (di interessante) da dire.
  4. Il mio cantante preferito è bravissimo: una volta superata la sfera istintiva, quella che determina il vero gradimento, subentra la noiosissima sfera analitica del nostro intelletto. Ovvero ci mettiamo ad analizzare ciò che canta il nostro campione per poi amarne le scelte confondendo il ragionamento con l’emozione. Capita così di ascoltare persone lodare il loro idolo per la profonda sensibilità sociale, altri invece elogiare il raffinato non-sense dei testi del loro gruppo preferito. Tutto ciò è un abbaglio, è la razionalizzare di una reazione di puro piacere melodico.
  5. Thanks God, I’m Italian: fortunatamente sono italiano e posso godere delle meraviglie della musica anglosassone (ovvero della qualità migliore di quel popolo). Ascoltare i capolavori della musica inglese e americana prescindendo dai testi è un privilegio fantastico che ci permette di gustarne appieno le qualità musicali senza doverci sorbire i testi. Per intenderci, buona parte del repertorio della band più universalmente amata della storia della Musica, i Beatles, non brillano certo per le qualità letterarie…
  6. Alcuni artisti dicono di scrivere prima il testo e poi la musica: è vero ma sono una minoranza e alla fin fine si tratta di un aspetto secondario, il testo può anche essere bellissimo ma se la canzone non lo è lo sforzo creativo sarà del tutto inutile.
  7. Ascolto il gruppo tal-dei-tali perchè scrive dei testi bellissimi anche se le musiche sono brutte: chi mai direbbe qualcosa di simile? A me viene in mente solo un’artista i cui testi erano talmente belli da poter prescindere dalle musiche, Fabrizio De André. Quando, a fine carriera, fu affiancato dal figlio e da altri eccellenti musicisti raggiunse l’acme della sua produzione perché unì alle sue liriche un supporto musicale adeguato.
  8. Nella musica folk o cantautorale il testo è importante: innegabile, perchè questi 2 generi musicali discendono direttamente dalla tradizione dei cantastorie. Tuttavia da quando sono stati accesi gli amplificatori e la musica da acustica è diventata elettrica (per non parlar dell’elettronica) i suoni hanno prevaricato le parole (pur con qualche ragionevole eccezione).

Potrei andare avanti ma non mi pare il caso. Insomma ben vengano dei bei testi e degli artisti che abbiano qualcosa da dire, ma ricordate: al centro c’è la musica, il resto è un (più o meno) piacevole contorno.
 
 p.s.: risposta preventiva a chi citasse il rap come esempio di musica in cui l’importanza dei testi è preponderante. Si tratta di un grave errore, il rap non è musica, è un telegiornale con una base ritmica.


Originally published at www.manta-ray.it.

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