L’imprevedibilità dei risultati nello sport: dal tennis al calcio, un’analisi probabilistica

Da grande appassionato di sport ho sempre posto una certa attenzione ai cosiddetti risultati a sorpresa. Cosa li determina? Perché la percezione del livello di sorpresa varia così tanto a seconda delle discipline?

Preveggenza

I risultati a sorpresa sono uno dei pezzi forti degli appassionati, in parte incubo degli scommettitori in parte loro fortuna: chi, per soldi o per passione, riesce a indovinare un risultato inatteso non può non provare una enorme soddisfazione. Di norma l’entusiasmo dura poco, le doti di preveggenza verranno smentite dai successivi pronostici.

Non pronosticabilità

Come dice il termine il “risultato a sorpresa” è inatteso, non pronosticabile per definizione, un fulmine a ciel sereno: un risultato si dice “a sorpresa” quando in partenza la differenza tecnica e agonistica tra i contendenti sia apparentemente incolmabile.

Esistono molti esempi di tali eventi, ne cito un paio:

  • 20 aprile 1986 (calcio), la Roma lanciata verso lo scudetto affronta il Lecce già matematicamente retrocesso in serie B, nessun romanista prende nemmeno in considerazione la possibilità di non vincere, i tifosi festeggiano da prima dell’inizio e, in aggiunta, la Roma passa in vantaggio nei primi minuti di gioco. Risultato finale Roma 2 — Lecce 3, addio scudetto
  • 11 settembre 2015 (tennis), Serena Williams, una delle più grandi tenniste della storia, 21 tornei del Grande Slam in bacheca, affronta nella semifinale degli US Open Roberta Vinci, tennista italiana a fine carriera, nessun titolo Slam vinto e sempre sconfitta agevolmente nei precedenti incontri. Serena vince il primo set e va avanti di un break nel secondo, risultato finale: Vinci batte Williams 2–6 6–4 6–4 e addio sogno del Grande Slam per Serena

Gli esempi fatti sono entrambi eclatanti ed emblematici ma l’incidenza di sorprese di questo livello è molto variabile a seconda delle discipline. Nel calcio il risultato a sorpresa rientra quasi nella norma, gli addetti ai lavori spesso usano infatti la formula

“è il bello del calcio”

per commentare tali eventi. Non è così invece nel tennis dove l’underdog molto raramente la spunta contro un avversario nettamente più forte e, quando ciò accade, la cosa si presta ad analisi molto approfondite: la sconfitta di Serena è stata etichettata come

“la più grande sorpresa della storia del tennis femminile”

Non ho scelto a caso calcio e tennis, per me rappresentano gli antipodi riguardo all’imprevedibilità dei risultati, e vi spiego il perché.

Sport a tempo vs Sport a risultato

Gli sport si dividono in 2 grandi categorie:

  • Sport a tempo - sono i più diffusi e prevedono che l’esito di una partita sia il risultato in essere dopo un determinato tempo: 90 minuti (non effettivi) nel calcio, 40 (48 in NBA) minuti nel basket, 60 minuti nel hockey
  • Sport a risultato - una partita finisce quando uno dei contendenti raggiunge l’obiettivo prestabilito: vincere 2 (o 3) set nel tennis, 3 set nella pallavolo

Il distinguo risultato vs tempo apre la prima fondamentale differenza: nello sport a tempo si può cercare di mantenere una situazione di punteggio positiva fino allo scadere del tempo; nello sport a punteggio non ci sono scorciatoie, per vincere bisogna raggiungere il punteggio prestabilito. E’ evidente che negli sport a tempo la probabilità di un risultato a sorpresa sia maggiore che negli sport a risultato, nei quali il peso degli episodi fortuiti a favore è limitato.

Ma dobbiamo considerare anche un’altra variabile.

Sport a alto punteggio vs Sport a basso punteggio

In alcuni sport gli eventi che determinano il punteggio sono rari se non addirittura assenti, in altri sono decine, in altri addirittura centinaia. Il metodo di costruzione dei punteggi varia in modo incredibile a seconda delle discipline: nel calcio può essere un evento a determinare il risultato (1–0, solo un’azione determina il risultato), nel basket un centinaio abbondante di canestri (es: 118–109, più di metà delle azioni contribuiscono al risultato), nel tennis centinaia di punti (es: 6–3 5–7 6–2 4–6 10–8, tutte le azioni contribuiscono al risultato). È chiaro che negli sport a basso punteggio la casualità ha potenzialmente un ruolo determinante mentre negli sport a alto punteggio è sostanzialmente ininfluente o può avere impatti più che altro psicologici se influenza momenti decisivi dei match.

Basso punteggio + tempo = massimo dell’Imprevedibilità

Negli sport a basso punteggio la probabilità di risultati a sorpresa è molto alta. Il calcio ne è il massimo esempio: sport a tempo e a basso punteggio, può bastare un gol fortuito e una considerevole dose di buona sorte per vincere una partita sulla carta impossibile.

Il viceversa è inevitabilmente il tennis: sport a risultato e a alto punteggio, per vincere bisogna portare a casa centinaia di punti e arrivare all’obiettivo finale prima dell’avversario. La probabilità di risultati a sorpresa è bassissima a livello tecnico, solo in piccola parte bilanciata da variabili tipiche degli sport individuali: condizione fisiche e componenti psicologiche.

La maggior parte degli altri sport ricade in casi intermedi, ad esempio:

  • hockey — sport a tempo e a punteggio medio-basso, meno imprevedibile del calcio ma pur sempre soggetto agli episodi
  • basket - sport a tempo e a alto punteggio, i risultati a sorpresa si manifestano con meno frequenza

Se vogliamo trarre una qualche conclusione possiamo dire che gli sport a alta imprevedibilità (es: calcio) rendono interessanti anche incontri sulla carta non equilibrati mentre gli sport a bassa imprevedibilità (es: tennis) lasciano pochi dubbi sulle gerarchie: vincono sempre i migliori, la fortuna non è un fattore. Psicologia a parte…