… ho regalato questo libro a mio padre…
Nato e residente a Latina ( già Littoria ) appassionato della storia del “suo” territorio in particolare della bonifica della Pianura Pontina e delle città di fondazione.

Estratto da LFMAGAZINE Storie dal mondo dello spettacolo e della cultura

Pubblicato il 14 dicembre 2016 da Loredana Filoni in Interviste

Claudio Paradiso: la musica nel cuore per riscoprire le antiche tradizioni.

Il noto maestro, fondatore dell’Orchestra dei fiati di Parma, ed ideatore del primo Dizionario della musica in Italia, ci ha raccontato il suo percorso nell’ultimo lavoro ‘Inediti aspetti musicali del Ventennio’. 
…Diplomato in flauto nel 1980 con il massimo dei voti al Conservatorio di “Santa Cecilia” a Roma, nella classe di Angelo Persichilli, ha svolto un’intensa attività concertistica solistica suonando, tra le altre, con il Bach Collegium Stuttgart, la Radio Symphonie Orchester Basel, la Symphonia Perusina, l’Orchestra da Camera di Torino, la Kammerorchester Detmold, l’Orchestra da Camera di Praga, l’Orchestra Alessandro Scarlatti di Napoli, la Württembergisches Kammerorchester Heilbronn, l’Orchestra Sinfonica di Perugia, l’ORI — Orchestra Romana Internazionale, I Solisti di Perugia.
È il fondatore e direttore, dal 1990, dell’Orchestra da camera I Fiati di Parma, che ha diretto nei principali festival e nelle più famose sale concertistiche italiane ed estere…
…è appena uscito il suo singolare libro ‘Inediti aspetti musicali del Ventennio’, tra musica ed immagini, come amo definirlo, perché proprio di questo si tratta. Un prezioso ‘scrigno’ che raccoglie l’intera storia del nostro Ventennio, l’amore per la musica e la storia dell’Agro Pontino con numerosissime foto d’epoca, circa 200, spartiti, disegni e, in coda, un piacevolissimo Cd audio, tutto da godere! Un libro ‘raffinato’ che arricchirà le vostre biblioteche private. In fondo la musica in Italia è sempre stata l’espressione artistica maggiormente apprezzata e diffusa. Non è dunque casuale che anche durante il “Ventennio littorio” la musica fosse la prescelta tra le arti e divenisse lo strumento privilegiato di propaganda. Estremamente efficace, la musica diventò uno strumento formidabile per veicolare con incisività gli slogan e i messaggi da trasmettere al maggior numero di persone, soprattutto se in combinazione con temi musicali gradevoli e riconoscibili. Il fine del volume è sicuramente questo: ricomporre aspetti musicali di un periodo abbastanza lungo del Novecento italiano, ed il desiderio di ricordare quei tanti personaggi che con la loro creatività hanno contribuito a mantenerlo vivo e moderno.
Meglio dare la parola al Maestro Claudio Paradiso…
Com’è nata l’idea di questo libro tra musica ed immagini?
“Il motivo principale è che da 10 anni sto raccogliendo materiale sulle musiche delle città di fondazioni, vivendo poi a Latina, l’ex Littoria, era una cosa quasi dovuta. Poi un mio collega, anche editore del libro, mi invitò a scrivere un breve saggio per il catalogo riguardante la mostra sulla “Battaglia del grano” che si tenne a Torviscosa ed andò anche all’Expo…Mi sono accorto, strada facendo, durante studi e ricerche, che le due cose erano strettamente connesse: da una parte, la Battaglia del grano e la bonifica delle zone paludose italiane per costruirvi le città e renderle fertili e produttive…dall’altra, le musiche, che in alcuni casi, hanno una doppia valenza, quasi obbligatorio metterle insieme in un volume.”
Il periodo, difatti, è particolare…a cavallo delle due guerre!
“Si la battaglia del grano e l’intero aspetto musicale riguardano tutti gli anni ’20 fino ad arrivare agli anni ’30. Successivamente nel libro, si va dagli anni ’30 fino al ’38, con tutta la storia delle città nuove italiane che hanno richiamato, in entrambi i casi, molti musicisti a comporre per questi due temi.”
C’è un aspetto interessante: quello delle musiche popolari, amate dai più, che sono quasi un documento storico…
“Si vero. In quegli anni era nata tutta una sorta di attenzione, di studi specifici sull’etnomusicologia, quindi la creazione di una discoteca di stato per custodire la memoria audio di tutto quello che c’era allora e soprattutto della musica popolare…e poi tutto un fiorire di ricerche regionali da nord a sud. E’ grazie a quei compositori che scrissero, soprattutto della battaglia del grano, che l’etnomusicologia la fece da padrona, perché si ripresero i canti popolari, i canti corali e tutto quello che poteva essere la tradizione italiana. Teniamo poi presente che questi componimenti furono realizzati soprattutto da Friulani e Veneti, e vennero utilizzati in tutta Italia, fino alle isole.”
A chi si è rivolto per la stesura del libro?
“Per l’aspetto bibliografico ed iconografico prima di tutto alle Istituzioni, le biblioteche nazionali, soprattutto quella di Firenze, poi alla discoteca di Stato, ed a varie biblioteche locali. La vera miniera italiana, poi, sono i collezionisti, più difficili da trovare, però ne conosco parecchi attraverso la mia attività con il DMI, sono stati gentilissimi da nord a sud…mi hanno prestato materiale oppure lo hanno scansionato, me lo hanno addirittura digitalizzato, perché tutte le musiche incise allora sono su 78 giri. Più della metà è dovuto ai collezionisti. Poi come dicevo prima, era già interessato l’Editore Novecento, che ha sempre pubblicato libri sul Novecento italiano…mi sembrava la cosa migliore, l’editore ideale con cui far uscire un libro che parla del Ventennio.”
Lei a Latina ha fondato una ‘struttura’ musicale singolare. Ce ne parla?
“Abbiamo creato, tanti anni fa, il DMI, il Dizionario della musica in Italia che spero venga presto alla luce come idea di un dizionario, non universale, ma nazionale. Dato che le voci si fanno sul materiale che ogni personaggio ha in archivio, ne ho realizzato uno…senza un archivio non si riesce a creare una voce enciclopedica. Ben presto ci siamo resi conto che in questi anni si è andata distruggendo una gran parte della memoria archivistica, così ci siamo subito impegnati a creare un’ospitalità per tutti questi archivi che in Italia non hanno una locazione…Abbiamo creato un archivio nazionale dei musicisti, qui a Latina, che ci ha fornito un grande spazio idoneo, è stata riconosciuta opera di interesse nazionale e stiamo raccogliendo gli archivi italiani, ad oggi circa 70, ma ne stanno arrivando a decine e decine…a breve sarà uno dei punti di riferimento più importanti in Italia.”…
…….Concludendo?
“Mi preme far sapere che esiste questa struttura a Latina…e che siamo in grado di andare a prendere gli archivi! Se qualcuno non sapesse dove mettere gli archivi dei parenti, li andiamo a prendere mettendoli a disposizione di tutti. Questa struttura è pubblica naturalmente, basta andare su internet e vedere il nostro sito www.DMI.it Lì troverete una mail e tutte le indicazioni per entrare in contatto con noi.”

dal libro…

Inno “Littoria” (1933) di G. Felice Checcacci

… l’inno non venne dedicato a Mussolini bensì al primo podestà di Littoria Valentino Orsolini Cencelli…

https://youtu.be/Q8eZUtMahdI

per saperne di più..

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