Come rispondere ai commenti

Una breve guida

Non mi posso di certo definire un Social Media Manager, né un Social Content Manager. Non so nemmeno bene cosa significhino questi termini. Però in questi anni ho dovuto gestire commenti d’ogni sorta: ingenui, astiosi, idioti, fatti da troll. Un po’ di tutto. Quindi, invece che maledire chi commenta, ho deciso di rendermi utile e scrivere una breve guida che suggerisca la risposta adeguata da dare ad ogni tipo di commento e a ogni tipo di commentatore. Prego.


1. Il correttore

È colui/colei che nota l’errore contenuto in un articolo e lo comunica cortesemente.

Come comportarsi
Ringraziarlo, correggerlo e ringraziarlo ancora.

Cosa gli si vorrebbe dire
Grazie. Davvero: queste persone che fanno rispettosamente notare un’incongruenza o un errore devono solo essere ringraziate.


2. Il correttore puntiglioso e prolisso

È colui/colei che nota l’errore contenuto in un articolo e lo comunica, spesso ironizzando sull’incompetenza dell’estensore dell’articolo o dilungandosi in spiegazioni superflue per dimostrare la sua competenza.

Come comportarsi
Ringraziarlo e correggere l’errore.

Cosa gli si vorrebbe dire
Grazie ma mi hai fatto sanguinare il naso dopo la terza riga della tua spiegazione. Considerando che quello che dovevi dirmi era contenuto nella prima non si capisce il senso delle altre 38, se non che hai molto tempo libero e ne vuoi far perdere a me.


3. Il titolista

È colui/colei che legge solo il titolo e si sente autorizzato a commentare l’intero contenuto dell’articolo. Non considerando che il titolo spesso non è esplicativo ma serve ad attirare l’attenzione. Spesso di gonzi come lui. Ovviamente il suo commento è fortemente polemico nei confronti dell’articolo, che magari dice le stesse cose che lui sostiene nel commento ma siccome non l’ha letto non lo saprà mai.

Come comportarsi
Ringraziarlo per il tempo che ha dedicato a scrivere un commento (così fuori contesto). Scrivergli che si rispetta la sua opinione ma che, avendolo pubblicato, si condivide quella espressa nell’articolo, anche perché è espressione dell’opinione della testata (altrimenti ti dai dell’idiota da solo se dai ragione a un idiota).

Cosa gli si vorrebbe dire
Fottiti.


4. Il benaltrista

È colui/colei che non è che proprio non condivida quanto espresso ma ci tiene a dirti che ci sono cose più importanti di cui parlare. Si parla del colore rosso e lui dice che si sta discriminando nei confronti degli altri colori. Parli del freddo e lui dice caldo. Cose così.

Come comportarsi
Ringraziarlo per il tempo che ha dedicato a scrivere un commento. Scrivergli che si rispetta la sua opinione ma che l’articolo verte su un particolare argomento. Rabbonirlo ringraziandolo per il suggerimento e lasciandoli intendere che verrà sicuramente preso in considerazione e trattato in un futuro prossimo (cosa che, naturalmente, non avverrà mai).

Cosa gli si vorrebbe dire
Fottiti. Tu e il tempo che mi fai perdere. E il tuo benaltrismo.


5. Il troll

È colui/colei che trolla, punto e basta. Provoca e sghignazza sommessamente mentre lo fa. Commenta inopportunamente e spesso fuori tema. Va sul personale, sostiene che la linea editoriale è ormai inquinata e che si è asserviti ai Poteri Oscuri. Adombra complotti. Chi sa stanare i troll li sente ridacchiare prima ancora che pigino “Invio”.

Come comportarsi
Don’t feed the troll. Non considerarlo e basta.

Cosa gli si vorrebbe dire
Fottiti. E rifottiti pure.


6. Il passavo di qui per caso

È colui/colei che commenta completamente fuori tema, dimostrando di non aver letto l’articolo e che comunque non gliene frega niente.

Come comportarsi
Fargli notare gentilmente che è fuori tema e chiedergli eventualmente a cosa si riferisse.

Cosa gli si vorrebbe dire
Fottiti. Ma che minchia hai letto? Ma cosa dici?


7. Il simpa

È colui/colei che commenta con una battuta, a volte a tema, più spesso completamente fuori tema. Caratteristica peculiare è che non fa ridere, se non solo lui/lei.

Come comportarsi
La bellezza delle emotic, dovrebbero fargli un monumento a SocialMediaManagement City. 
Gli si risponde con un “;)” che sta a significare “Ho colto la tua sottile ironia e ti faccio l’occhiolino, sei un grandissimo. Vai alla grande!”

Cosa gli si vorrebbe dire
Fottiti. Non fai ridere. L’occhiolino è di commiserazione e disperazione, non è approvazione. Ma tanto tu l’intenderai esattamente così perché non ce la fai.


8. L’hater

È colui/colei che odia e commenta ispirato dal purissimo odio. A volte in maniera pertinente ma corrotta dall’odio, altre volte senza alcun senso o congruenza.

Come comportarsi
Non considerarlo. È una variante perniciosa del troll, umanamente quasi più odiosa perché non ha l’intelligenza fredda e distaccata di questo ma è governato da bassi istinti. Non ce l’ha con te, ce l’ha col mondo. Se insiste rispondergli con un solo, semplice, adorabile “❤”.

Cosa gli si vorrebbe dire
Vieni qui che ti do una carezzina che mamma te ne ha date troppo poche. Su dai, va tutto bene. Calmati tesoro, respira. Va. Tutto. Bene.


Regole generali

Non dimenticare mai alcune regole generali:

  1. Non rispondere mai istintivamente, soprattutto ai commenti astiosi. Lascia passare anche qualche ora. Vedrai che il disprezzo che provavi si stempera e che la risposta piccata che volevi dargli si è trasformata in qualcosa di più interlocutorio. A volte capita pure che rispondere al commento non ti sembri più necessario perché →
  2. Non tutti i commenti meritano una risposta. A volte sono fatti solo da chi vuole vedersi pubblicato da qualche parte per avere conferma di esistere. Fanno un po’ come i cani: defecano e poi la annusano. Non è che un cane si aspetta che uno gli commenti la cacca che ha fatto.
  3. Rispondere è comunque sintomo di sensibilità e umanità, sempre e comunque. Dimostrare di essere aperti al dialogo, anche con chi è apertamente ostile, è sempre un bene. Spesso gli scambi più accesi condotti con persone intelligenti e dialettiche portano anzi a nuove conoscenze e scoperte.
  4. Controlla la temperatura del locale — Il ruolo del moderatore è soprattutto quello di mantenere la discussione entro limiti civili. Per questo è importante individuare quando una discussione degenera per riportarla alla sostanza.
  5. Tieni una foto di Gianni Morandi sulla scrivania e accarezzala quando ti pare di esplodere. Gianni sa sempre cosa fare.
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