10 buone ragioni per lasciare Medium.com
massimo b.
198

Ciao Massimo, non ci conosciamo ma ho letto con attenzione questo tuo commiato, se di commiato si tratta.

Al contrario di te continuo ad amare molto Medium anche se forse per motivi opposti ai tuoi. Non ci scrivo niente di personale (ma non sono personale in nessuna mia rappresentazione social, perché non è nella mia indole) e non lo intendo come un veicolo di affermazione professionale. Concordo invece sul fastidio che danno i vari articoli sulla produttività/life hacking e fuffa varia che van bene per gli americani ma che io pochissimo tollero. E altrettanto sul chi lo usa come vetrina per attività terze: non trovo siano molto diversi da quelli che nelle località balneari distribuiscono i volantini per farti mangiare nel ristorante a prezzo fisso.

Alla fine dipende da come uno lo intende. La mia esperienza è molto soddisfacente per molti aspetti: per l’usabilità, la semplicità d’uso e l’eleganza e perché mi ha permesso — perché no? — anche di dare qualche soddisfazione al mio ego con quello che a me pare un buon successo di alcune pubblicazioni che curo. Tutto è relativo, certo, ma sapere che qualche migliaio di persone mi leggono non mi pare cosa da poco. Mi ripeto: non lo faccio per motivi commerciali e mi interessa pubblicare quello che mi pare senza perdermi in tecnicismi o complicazioni. So bene che alcune cose possono funzionare (aka: essere lette e condivise) e altre meno. Non ho come obiettivo di avere miliardi di persone che mi leggono, sinceramente non me ne frega niente. Ma avere un modo semplice per pubblicare i miei scritti, le mie recensioni, riflessioni o vignette mi conforta.

Trovo invece che Medium abbia sin qui fallito nel creare quelle relazioni che altri social hanno saputo generare molto più naturalmente. Qui ci si segue o si è seguiti ma non scaturiscono mai delle discussioni particolari (anche se questo tuo post magari farà un’eccezione). È un peccato ma credo che si tratti in buona parte di come si rapportano alcuni che ci scrivono e soprattutto di come (male o in maniera non soddisfacente e semplice) sono gestiti i commenti. Semplicemente non ti viene voglia di commentare perché non è intuitivo come su Facebook.

Ciao!

Show your support

Clapping shows how much you appreciated Martino Pietropoli’s story.