Image by Ai Weiwei Studio

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In margine all’installazione di Ai Weiwei a Palazzo Strozzi e sui commenti in genere


Temo che molti abbiano confuso la libertà d’opinione con quella di dire tutto quello che gli passa per la testa. Che non sarebbe cosa deprecabile in sé, se non fosse per il fatto che lo fanno pubblicamente, senza filtri e soprattutto senza che nessuno gli abbia insegnato la vergogna che dovrebbero avere.


Giuseppe Mondì ha riportato sconsolato ma neanche tanto sorpreso i commenti di alcuni fiorentini (evidentemente custodi della fiorentinità che deve restare inviolata nei secoli dei secoli) all’installazione di Ai Weiwei a Palazzo Strozzi:

Opinioni di varia natura — pochissimo o affatto argomentata — e schizzi di bile che non riporto per non dargli ulteriore fasto ma che non meravigliano ormai nemmeno più.

La mia opinione è che Ai Weiwei lo vorrei presidente del mondo e che quest’opera è inaspettata, meravigliosa e capace perfino — ce ne fosse bisogno — di nobilitare Palazzo Strozzi, trasformandolo in un palinsesto di un’installazione d’arte contemporanea che ha molti livelli di lettura. Sì, ne ha molti e no, il palinsesto non è solo quello televisivo, caro commentatore di Facebook.

Detto questo non parlerò dell’opera suddetta ma dirò una cosa più semplice che forse il commentatore tipo di Facebook può capire.

È proprio semplice ed è questa:

Secondo me a scuola ti dovevano dare le sberle sulla bocca quando dicevi cose del genere. Quando attaccavi aggressivamente e senza scopo se non quello di offendere.

Ma forse non lo facevi neppure. Forse a scuola te ne stavi zitto e passavi per quello timido. Poi ti han dato un computer e ti sei sfogato. Non trovo molte altre spiegazioni al tuo comportamento idiota. C’è pure il tuo nome e cognome ma tu insisti nell’attaccare violentemente le persone e non hai vergogna nell’esprimere opinioni discutibili (e passi) oppure livorose, violente e offensive (e questo non deve passare).


Non so se sei il risultato di una generazione di genitori che hanno pensato che comunque era più importante che ti esprimessi, che dovevi dire senza filtri chi eri e in cosa credevi. O anche solo tutto quello che ti passava per la testa. Perché per loro era importante. Forse ti hanno protetto troppo e ti hanno messo al centro dell’universo. Quello che dicevi in famiglia contava ma ti svelerò un segreto, anzi due:

  1. Qui fuori noi non siamo la tua famiglia e della tua opinione siamo legittimati a fregarcene e soprattutto (sei pronto?): non sei al centro dell’universo
  2. C’è il tuo nome e cognome accanto ai commenti che fai, te ne sei accorto? E insisti pure?

Mi fossi comportato come fai tu alle elementari la suora mi avrebbe gonfiato di botte e non lo dico metaforicamente. Mi avrebbe insegnato ad avere il rispetto per gli altri menandomi fortissimo. E ci sarei rimasto male e l’avrei odiata ma magari a distanza di anni l’avrei ringraziata, evitando di attaccare in maniera odiosa altre persone “Perché io la penso così e voi dovete morire tutti [fazione politica o squadra di calcio avversa]”.

Il rispetto per le opinioni altrui dovrebbe fermarsi molto prima dell’offesa personale. Non dico a casa tua o al bar, là continua pure a fare e dire quello che ti pare, sai cosa me ne può fregare. Ma in pubblico, IN PUBBLICO per l’amor di dio devi controllarti. Perché potresti dare l’impressione di essere una persona poco civile e non è bello.


Voglio lasciarti però con una bellissima idea che mi hai fatto venire in mente, caro Commentatore Tipo di Facebook. È un’opera che ho ideato espressamente per te e che intendo realizzare e installare nelle piazze di tutto il mondo.

Si chiama “Comment this” e ti piacerà perché l’opera d’arte sarai TU! Tu, capito? I tuoi genitori saranno felicissimi.

Si tratta di uno schermo di 36 metri di lunghezza per 12 di altezza e una tastiera. Un cursore che attende lampeggiante e impaziente che tu scriva quel che vuoi. Tutto quel che vuoi, sì, davvero. Ti prego di non dimenticare le offese e le minacce di morte e tutti i luoghi comuni che ti sono cari. Mettici tutto.

Quando pigi invio il parto della tua mente apparirà sullo schermo: con lettere alte 3 metri, ma ti immagini? E pure il tuo nome e la tua foto, così tutti potranno riconoscerti per bene e complimentarsi con te, proprio lì, in piazza. Gratificazione istantanea. Vuoi mettere?

Ti ho pure fatto un disegno, così capisci meglio.