Il nuovo logo della Juve

È bellissimo


Per chiarire: non ne so mezza di calcio e non sono tifoso di nessuna squadra. Il mio giudizio è quindi puramente tecnico/estetico.

Quindi funziona così: uno apre twitter al mattino e il consueto tag #juvemerda (il motivo per cui lo sia o meno non mi interessa e non lo voglio sapere) incredibilmente non riguarda la partita del giorno prima ma il nuovo logo, disegnato dalla divisione italiana di Interbrand. Che vado prontamente a vedere e che non devo nemmeno farmi piacere con qualche sforzo. È proprio bello. Lo descrivo con 3 aggettivi:

  • Semplice
  • Riconoscibile
  • Internazionale

È così semplice che lo puoi disegnare riproducendolo quasi perfettamente e senza sforzo. È composto da righe bianche e nere rette o curve in modo da ricreare la J di Juventus. J di cui l’Avvocato diceva che ogni volta che la leggeva su un quotidiano si emozionava. C’è una J in positivo a sinistra con grazia che quando lo sguardo si sposta a destra rivela una J in negativo entro cui è inquadrata che sostiene la scritta JUVENTUS per esteso. Un’altra J a destra — senza grazia questa volta — chiude la composizione. Insieme le 3 J compongono una J simbolica che non è più solo una lettera ma diventa un simbolo. Un simbolo che, oltre che essere tipograficamente riconoscibile, è anche basato su almeno due livelli di profondità: il positivo e il negativo. Che sono anche i colori della Juve. E non è finita: la forma complessiva riproduce alludendovi anche uno scudetto. Non banale, per niente.

È così riconoscibile da non essere confuso con altro. I colori, la forma: tutto è inequivocabilmente juventino ed evoca nella forma la storia e la gloria di una delle più blasonate squadre di calcio del mondo.

È internazionale, e questa è la parte che preferisco: qualcuno notava che la Juventus è sempre stata avanti anni luce in termini di comunicazione. Ha sempre dimostrato di avere più capacità di sperimentare e uno sguardo più profondo di altre società di calcio. Questa osservazione coincideva perfettamente con l’impressione che avevo avuto guardando il nuovo logo: che sembrasse insomma un ideogramma giapponese. Uno scudetto è un simbolo familiare all’interno di un certo sistema culturale ma non funziona ovunque. In Asia l’ideogramma è più facilmente comprensibile. Quantomeno lo è il segno grafico. La J può non avere un significato o può essere interpretato semplicemente per quel che è, ma quando ha una somiglianza con qualcosa di più familiare allora si ottiene un effetto amplificato: il simbolo non è più solo ciò che viene riconosciuto, ma è anche qualcosa che appartiene a un universo semantico con cui si ha dimestichezza.

Non so se la volontà di parlare al mercato asiatico fosse nella volontà della Juve ma comunque sia c’è riuscita.

Il vecchio logo del resto è come la tua vecchia macchina: ci sei affezionato e le vuoi bene ma quella nuova è un’altra cosa: è più bella innanzitutto. E va molto meglio.