
Daniele Luttazzi, ti amo
Torna a teatro, torna a parlarci, torna ad amarci e noi ti ameremo.
Da quando Luttazzi non è più né in televisione né a teatro e neanche al citofono ho un sogno ricorrente:
Buio in sala. Occhio di bue al centro del sipario. Si scosta un drappo e ne esce Luttazzi. È in completo nero e camicia bianca. Cravatta nera. Una iena, praticamente. Accenna un mezzo sorriso e poi si fa serio. Porta il microfono alle labbra e posa lo sguardo su ogni sguardo che riesce a vedere fra il pubblico. Guarda anche me che gli sorrido. Tutto tace, tutti tacciono. Ferma gli occhi davanti a sé e dice semplicemente:
“Scusatemi”.
Ritorna dietro il sipario. Si spegne l’occhio di bue. Buio in sala.
Si scopre improvvisamente la scena e siamo investiti da una luce intensa e da una musica di Broadway. Luttazzi riappare con un cilindro in testa e balla il tip tap. Una danza virtuosistica che durerà qualche minuto, non so. Il giusto. È bravo, sembrano anni che la prepara. Sono anni che la prepara, forse.
Poi inizia il suo monologo. È nuovo, si chiama “Il modello attanziale”. Nessuno sa cosa cazzo vuol dire attanziale, solo Daniele che ce lo mette ovunque ormai ma dio come siamo felici tutti. Ridiamo e stiamo male a forza di ridere.
Ogni volta mi sveglio felice. Dopo poco però mi rattristo: era un sogno e Daniele non è in tour con “Il modello attanziale”.
Dopo i suoi ultimi burrascosi talk show televisivi e la questione del plagio Luttazzi è scomparso. Non solo dalla tv e dai teatri ma praticamente ovunque. Forse lo vede ogni tanto il suo giornalaio, boh. Ha pubblicato qualche libro (che non ho letto) e rilasciato qualche intervista, il cui contenuto mi è risultato oscuro (però diceva spesso “attanziale” — deve piacergli molto).
Bene.
Daniele, caro Daniele, facciamo così: della tv non ne parliamo più e delle battute plagiate nemmeno. Da moglie tradita me la sono presa tanto, tantissimo. Non ne voglio più parlare. Io ti ho perdonato, davvero. E non sono l’unico: tantissimi amici con cui ho visto tanti tuoi spettacoli mi hanno detto la stessa cosa:
Mi ha deluso tanto ma mi manca tantissimo. Chissenefrega del plagio. Io rivoglio Luttazzi.
Siamo davvero in tanti. Ci hai deluso, ci hai traditi, sei stato brutto e cattivo ma adesso basta Daniele. Ritorna a teatro. Ritorna in radio. Ritorna dove ti pare ma smettila di fare il prezioso. Ci manchi: ci manca quando dicevi una battuta e tiravi un sorriso malizioso reclinando il capo e dicendo “Tranquilli se non l’avete capita, questa arriva con calma”. Ci manca quando non riuscivamo nemmeno a contare quante battute dicevi in un minuto. Ci manca la tua teatralità perché è vero che magari non eran tutte tue, ma su quel palco ci andavi tu e tu le sapevi dire quelle fottute battute, oh se lo sapevi fare.
Ritorna e mostra la differenza che c’è fra lo scrivere battute e recitarle e la funzione del corpo del comico e dei suoi tempi. Spiegalo ai battutisti seriali di Twitter. Tu hai una funzione sociale Daniele, altro che social.
Torna Daniele, ti prego, ti preghiamo.
Ma se ripeti ancora “attanziale” ti meniamo.
TVB ❤