Due parole sulle notifiche push

In questo post vorrei spendere due parole sull’utilizzo, sempre più diffuso, delle notifiche push, che ricordo essere quelle notifiche che arrivano oramai in continuazione sui nostri telefoni contenenti le informazioni più svariate.
Originariamente, appena i vari sistemi operativi le misero a disposizione, come strumento innovativo per fornire informazioni contestuali alla posizione e alla situazione dell’utente, nel tempo si sono trasformate in un surrogato dell’email, con le quali veicolare qualunque tipo di informazione, solo di rado rilevante.
Va detto che in effetti, all’inizio, quando erano viste come una novità, l’utente poteva percepirle anche come piacevoli, nonostante non veicolassero informazioni particolarmente rilevanti, ma oramai non è più così.
Viviamo totalmente connessi, con mediamente più di un dispositivo collegato e in grado di ricevere notifiche, ogni notifica comporta una distrazione, un suono, una vibrazione, un qualcosa che sollecita la nostra attenzione, e se al giorno riceviamo decine, se non centinaia, di notifiche, scoprire che il 90% di esse è del tutto irrilevante, oltre che essere spiacevole, comporta l’immediata disattivazione delle notifiche per l’applicazione che le utilizza nel modo errato. E questo implica, per l’azienda che le ha implementate (sia come strategia, sia come sviluppo vero e proprio) una notevole perdita di tempo, denaro e utenti.
Di seguito qualche esempio di utilizzo a mio avviso corretto, e scorretto, delle notifiche push.
Partiamo dagli utilizzi virtuosi, una App pensata per il trasporto in treno, che ti avvisa in tempo reale sulla posizione del tuo treno, è a mio avviso un utilizzo corretto e rilevante della notifica push

In generale, tutte le notifiche che avvisano l’utente in merito a qualche evento relativo al servizio che sta utilizzando (ordini di acquisto, spedizioni, noleggi ecc ecc) sono sicuramente notifiche rilevanti che meritano uno spazio nel notification center dei nostri dispositivi.
Un’altra categoria di notifiche che, se ben progettate, anche se non attengono ad un servizio possono comunque essere piacevoli per l’utente finale, sono notifiche che conducono a informazioni espresse in maniera divertente, graficamente piacevole o con del testo scritto in maniera molto accattivante.
Infine le notifiche relative ad eventi o informazioni di pubblica utilità nel luogo in cui ci si trova: manifestazioni, scioperi, limitazioni al traffico o alla mobilità, situazioni di pericolo.
Esempi di utilizzi meno virtuosi, al limite del fastidioso, sono invece ad esempio questi


Ora va detto che almeno nel caso di Facebook la notizia è poco invasiva, non produce né un badge, né una notifica sonora, ma avvisarmi, mentre sto passando con il treno nei paraggi di San Giuliano Milanese, che a San Giuliano Milanese è prevista pioggia, quando, per quel che ne sa Facebook, tra un’ora potrei essere a centinaia di chilometri di distanze, beh, a mio avviso non è certo un esempio di utilizzo virtuoso dei dati relativi alla mia posizione.
Il secondo esempio, quello di Instaweather, è esemplare, nella sua inutilità. Notificarmi a mezzo badge, suono e vibrazione, con il solo intento di ricordarmi che ho l’App installata, che ho una foto scattata chissà dove, magari per prova, a distanza di parecchi mesi, beh, diciamo che ha fatto bene a ricordarmi che ho l’App installata, per poterla disinstallare, o quanto meno disattivarne le notifiche.
Ora, mi rendo conto che oramai la inbox, almeno quella della posta personale, è diventata oramai quasi per tutti esclusivamente un cimitero di email commerciali o istituzionali provenienti dai servizi online più disparati, laddove invece le conversazioni più rilevanti si sono spostate su altri canali (Messenger, Whatsapp, Snapchat, Telegram ecc ecc), e che quindi il marketer spera che lo sparare notifiche commerciali direttamente sui dispositivi possa rappresentare una speranza in più di trasformarle in conversioni, ma a mio avviso il rischio è che così facendo l’unico effetto ottenuto è che l’utente o disinstalla la App o ne disattiva le notifiche.
Non dimentichiamoci poi che le notifiche possono generare anche un senso di ansia in certi utenti che magari si infastidiscono alla vista di troppe notifiche presenti nelle loro applicazioni, e non dimentichiamoci nemmeno del fatto che, notizia di ieri, in materia di codice della strada le pene si sono ulteriormente inasprite per l’utilizzo dello smartphone alla guida, e ricevere una notifica mentre si guida di certo non va nella direzione di disincentivare l’utilizzo del telefono in auto.
Per lasciarvi con una metafora: fate in modo che sia la qualità della cucina del vostro ristorante a parlare per voi, e non l’insegna colorata o la pubblicità che ne fate.
Sono però curioso di conoscere qual’è il vostro rapporto, in qualità di utenti o di aziende, con la gestione delle notifiche.
