La tecnica degli oroscopi
Oggi vi voglio esortare a fare questo piccolo esercizio che io ho fatto questa mattina durante il mio quotidiano viaggio in treno per venire al lavoro. Ripensate per un attimo a tutti i contenuti digitali passati davanti ai vostri occhi durante la giornata di oggi.
Tanto per cominciare scommetto che anche voi del 99% di questi contenuti avrete forse intravisto a malapena il titolo e l’immagine, visti passare tra uno swipe e l’altro mentre eravate in altre faccende affaccendati, e forse solo l’1% di quei contenuti lo avete aperto per leggerlo.
Da questa prima considerazione nasce il primo “take away” di oggi: il titolo e l’immagine sono fondamentali per attirare l’attenzione del lettore e sperare che apra l’articolo.
Ok, scommetto che con questa “rivelazione” non vi ho rivelato in realtà nulla che voi già non sapeste.
Bene.
Quindi il secondo esercizio che vi propongo è fare mente locale ai titoli di quel 99% di contenuti che avete intravisto passare e sui quali non vi siete soffermati.
Cosa avevano in comune tutte quelle belle passanti digitali ?
Quale era il loro minimo comune denominatore?
La prima cosa che mi colpisce è che sembra abbiano preso tutti troppo seriamente la madre di tutti i consigli per il perfetto copywriter, i titoli sono tutti troppo uguali nel loro desiderio di essere speciali.
“I 5 consigli per ….”, “Le 10 cose da non fare ….” “ I 7 modi per ….”
Sembrano promettere tutti grandi ricette che poi, una volta aperti, portano sempre alla stessa frittata.
Da ciò ne consegue il mio secondo “take away” di oggi: ok il titolo accattivante, ok anche l’immagine di copertina, ma in qualche modo deve essere rilevante anche il contenuto.
Un po’ di tempo fa avevo scritto un post nel quale mi domandavo quali caratteristiche dovesse avere una App per essere rilevante a tal punto da stare sempre nel primo screen del tuo smartphone, se per le App la mia metrica di rilevanza è stare nel primo screen, quale è la mia metrica di rilevanza per un articolo?
La risposta è nel terzo ed ultimo esercizio di oggi: provate a fare mente locale agli ultimi 3 articoli (compresi in quel 1%) letti nel recente passato che vi ricordate a distanza di qualche giorno.
Nel mio caso questi 3 articoli cosa avevano in comune:
- contenevano consigli pratici per aiutarmi in qualche cosa che non sapevo fare, oppure mostravano dati interessanti in maniera concisa, chiara e accattivante, oppure offrivano punti di vista non banali, anche su tematiche lontane dalla maggioranza o in controtendenza rispetto alle tematiche cosiddette “mainstream”.
- non utilizzavano la “tecnica degli oroscopi”, ovvero asserire cose vaghe, abbastanza generiche, e molto probabili, con la consapevolezza che al 99% dei lettori quella cosa non accadrà, e si sarà anche dimenticata di averla mai letta, ma all’1% a cui invece per puro caso accade, ecco che si ricorderà subito di averla letta e il suo primo pensiero sarà “Accidenti, aveva ragione!”
- non erano spudoratamente commerciali. (Ok, ammetto che un bel post commerciale è sempre meglio di un banner, ma il mio umile consiglio, se state scrivendo un post commerciale, è sdoganare la marchetta con un extra bonus di rilevanza dei contenuti.)
- non contenevano errori di ortografia o di battitura. E questa cosa, ahimè, è sempre più frequente anche negli articoli delle testate giornalistiche, online e offline.
- erano scritti in maniera molto efficace. Magari non rivelavano il terzo segreto di Fatima, o non promettevano di rivelare quel trick fondamentale per non veder naufragare la tua strategia social nel giro del prossimo mese, ma erano scritti in maniera divertente, ironica, magari anche sarcastica, tale per cui, non solo si leggevano volentieri, ma vengono ricordati anche a distanza di tempo.
- per concludere direi che in comune avevano anche il fatto di non essere troppo lunghi, prolissi o sovrabbondanti di “buzzwords” . Il tempo giusto di lettura di un contenuto digitale a mio avviso non deve superare i 5 minuti. Devi poterlo leggere tutto mentre aspetti la metropolitana, mentre il il tuo codice finisce la build, mentre aspetti di aver caricato tutto su Dropbox, mentre aspetti che la pasta sia cotta, o durante la pubblicità nel film che stai vedendo (Ok, se come me non potete più fare a meno di Netflix questo ultimo esempio non è rilevante ;)
Detto questo, con la speranza che questo articolo ricada nel vostro 1% di articoli letti, e di non avervi rubato più di 5 minuti per farlo, mi piacerebbe ricevere feedback e conoscere le vostre opinioni in merito, utilizzando magari i commenti di questo post!
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