Quanto ci vuole a montare ‘sto accrocchio?

Ebbene si, la domanda dell’accrocchio, probabilmente espressa in mille altre forme, credo sia il minimo comune denominatore di quasi tutti i progetti che mi è capitato di seguire in questi ormai qualsi 16 anni di carriera.
L’ho fatta io in qualità di Project Manager a innumerevoli collaboratori, l’hanno fatta a me i miei superiori altrettante infinite volte, e la risposta, almeno quella nella testa, quella non detta, era sempre la stessa: “Boh”.
Qui potete vedere, se non lo conoscete, lo spezzone del film in questione.
Adesso capite perché sono convinto che questo spezzone di un bellissimo film di Salvatores del 1989 coaguli in sé un po’ tutti gli ingredienti e le dinamiche di qualunque progetto IT e non?
Oltre alla domanda da un milione di dollari, soffermiamoci un attimo anche sul capitale umano che compone la squadra.
Troviamo Rudy, il sognatore, il visionario, quello che credeva di poter vedere fiorire le arance coltivandole in una delle zone più inospitali del pianeta semplicemente scavando nella sabbia con una trivella fino a trovare l’acqua, e che, con mezzi anche non troppo “fair”, aveva composto il team e raccolto i fondi per la trivella.
Non aveva nessuna competenza specifica su come costruire un impianto di trivellazione nel deserto, ma era il leader, il visionario, ed è stato il primo a credere nel progetto, a rimboccarsi le maniche, salire sull’accrocchio e motivare la squadra dando il buon esempio.
Poi troviamo la competenza ingegneristica di Marco (Fabrizio Bentivoglio) che alla domanda “Ma avete fatto i calcoli per la portata dell’acqua?” incredulo si sente rispondere da Rudy, che non possedeva alcuna competenza specifica, “Si, ho fatto i calcoli per la portata del getto”.
Poi c’è Ponchia, il project manager polemico (“Non è mica il modo di lavorare questo, non si lavora mica così, ogni lavoro, anche il più banale necessità di un minimo di organizzazione, di regìa… per esempio….”) che dopo quel “per esempio” abbandona il ruolo da “prima donna” e si rimbocca anche lui le maniche per aiutare i suoi amici.
Chi di voi non ha mai avuto nel suo progetto un PM alla Ponchia?
Si vede quindi come, mescolando un sogno ad una squadra affiatata, con l’amicizia come legante, anche in carenza di particolari skills, alla fine il risultato lo si ottiene, e dalla sabbia inizia a schizzare fuori l’acqua con una bellissima canzone di sottofondo, del resto per ogni bel progetto serve anche una colonna sonora che lo renda indimenticabile.
Concluderei dicendo che, a dispetto della metodologia di lavoro che si sceglie per portare avanti un progetto, gli ingredienti fondamentali che non possono mai mancare sono: amicizia, affiatamento, credere e remare tutti nella direzione di un obiettivo comune, dare il buon esempio e provarci sempre.
In questo modo alla fine, anche in una distesa di sabbia rovente, si riuscirà a veder germogliare gli aranci.