Ritorno alla “fine della terra”

In tutti i miei viaggi ho sempre avuto un’abitudine tutta mia, una sorta di rito propiziatorio che ho preso in prestito direttamente da Chatwin.

La conoscete la storia di Chatwin?

Nel 1972 questo ragazzo, all’epoca reporter del Sunday Times, incontrò per un’intervista l’architetto e designer Eileen Gray, nel salotto della quale era appesa una mappa della Patagonia.

«Ho sempre desiderato andarci» disse Chatwin.

«Anch’io» gli rispose la Gray. «Ci vada lei per me».

Due anni più tardi ci andò. E, una volta arrivato, scrisse alla redazione il celebre telegramma di licenziamento:

«Sono andato in Patagonia»

Da lì nacque il suo primo libro, In Patagonia, che sancì l’inizio della carriera letteraria di uno dei più grandi esponenti moderni della narrativa di viaggio.

Ebbene, ogni volta che arrivo in un paese nuovo, immagino di fare come lui, di spedire a casa un telegramma con scritto: «Sono andato in …» e di sancire con quel viaggio l’inizio di una nuova vita.

Il mio viaggio di nozze in Madagascar del 2016 è quello che più di tutti è andato vicino alla realizzazione di questo desiderio.

Dopo quel viaggio, in effetti, la mia vita è cambiata significativamente: sono diventato un volontario dell’associazione Aid4Mada onlus, ho fondato il tour operator di viaggi solidali Namatours, ho iniziato a raccontare il Madagascar in molti modi.

E adesso sono pronto a tornare, per raccontarlo con un nuovo punto di vista!

A giugno attraverserò l’isola insieme al documentarista David Valmori, per realizzare un docu-film che possa raccontare il “nostro” Madagascar, incontrare la popolazione locale e le famiglie di Tulear che sosteniamo attraverso i nostri progetti, documentare l’impatto che stiamo generando e soprattutto mostrare quanto c’è ancora da fare.

Il docu-film si chiamerà “La fine della terra”, significato etimologico del termine “Madagascar” nella lingua locale e concetto evocativo di questo mondo così lontano dalle nostre vite quotidiane.

E chissà che questa volta, proprio da laggiù, riesca a spedire finalmente quel telegramma:

«Sono andato alla fine della terra»