Il comportamento delle opposizioni sulle mozioni Tav

Per favorire la crisi di governo, PD e Forza Italia potevano astenersi e lasciare che M5S e Lega se la vedessero tra loro. Invece hanno aiutato la Lega ad imporsi sul M5S

Massimo Lizzi
Calenda: Partito diviso in due. Renzi sta esagerando. Sulla Tav persa un’occasione
Calenda: Partito diviso in due. Renzi sta esagerando. Sulla Tav persa un’occasione

Senza il voto delle opposizioni, la mozione No Tav del M5S sarebbe stata approvata dal Senato in contrasto con l’orientamento della Lega e con le dichiarazioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte, favorevole alla Tav, perché interrompere l’opera costerebbe di più che completarla. Forse si sarebbe aperta la crisi di governo. Bisognava fare il possibile per provarci. Invece il PD ha votato tutte le mozioni Si Tav ed ha modificato la propria, ritirando ogni critica al governo, per permettere alla Lega di votarla.

Secondo alcuni commentatori politici e secondo un politico, Carlo Calenda, la scelta del PD è dovuta al fatto che i gruppi parlamentari sono in maggioranza renziani, espressione della precedente segreteria, contrari alle elezioni anticipate, in attrito con la segreteria di Zingaretti (che non ha dato indicazioni e si è rimessa ai gruppi parlamentari), forse più avversi ai 5 stelle che alla Lega. Ad essere molto convinti di votare le mozioni Si Tav sono stati anche gli esponenti piemontesi del PD, direttamente interessati alla realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione. Il loro principale argomento è che non si sacrifica la coerenza sui contenuti al tatticismo.

In linea di principio, essi possono aver ragione, tuttavia la coerenza può anche ridursi a rigidità e incapacità di adattarsi alla situazione. La coerenza è importante sui valori. Per esempio, è impossibile pronunciarsi a favore della pena di morte, della schiavitù, della tortura o contro il soccorso in mare, per una ragione tattica. Sulle questioni di vita o di morte, o comunque dirimenti per la nostra umanità e civiltà, la fedeltà ai valori è irrinunciabile. La coerenza è inoltre importante nella praticità. Se sono convinto che un’opera sia importante ed il mio voto sia influente per poterla mettere in atto, la posso votare anche a costo di convergere con un nemico.

Nel voto sulle mozioni Tav sono assenti entrambe le condizioni. La Tav non è questione di vita o di morte, di civilità e umanità. Dal punto di vista di chi la sostiene è soltanto un’infrastruttura utile, molto utile, utilissima. Il voto sulle mozioni Tav era irrilevante ai fini della realizzazione di un opera già decisa ed avviata. Quel voto serviva solo al M5S per salvarsi la faccia dopo le dichiarazioni pro Tav del presidente del consiglio. Per scrupolo di coerenza, sarebbe stato sufficiente che PD e Forza Italia votassero solo le proprie mozioni, con tanto di critica al governo, e si astenessero sulle altre, senza togliere le castagne dal fuoco alla Lega. Hanno perso un’occasione, perché della Tav ne hanno fatto una bandiera ideologica o per paura delle elezioni anticipate.

In effetti, c’è da aver paura, oltre che per i propri posti, per la prospettiva che prevalga una maggioranza sovranista (Lega e Fratelli d’Italia). Ma attendere ancora può portare a settembre alla riduzione del numero dei parlamentari, quindi ad una condizione nella quale sarà più facile per la Lega avere da sola la maggioranza assoluta. Per evitarlo, nell’immediato, c’è la possibilità (indigesta tanto per i renziani, quanto per i 5 stelle di Di Maio) di formare un governo diverso.

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