Sui risultati delle Europee 2019

Confermate le aspettative; più contenute in Europa, più accentuate in Italia. L’estrema destra è minoranza.

Massimo Lizzi
Jun 1 · 2 min read
Elezioni Europee 2019 — Percentuali sui votanti

I risultati delle elezioni Europee 2019 hanno confermato le aspettative. Conferme più contenute in Europa, dove l’onda nera è stata arginata dall’onda verde ed ha mancato l’obiettivo di eleggere un numero di eurodeputati sufficiente, per condizionare la maggioranza, come pure quello di formare una gruppo omogeneo. I sovranisti sono infatti divisi tra formazioni di estrema destra e il PPE, oltre ad essere divisi sulla permanenza nell’Euro e altre questioni dirimenti, quindi impossibilitati a collaborare tra loro.

Purtroppo per noi italiani, le conferme sono state invece più accentuate nel nostro paese, dove è parso che gli elettori abbiano voluto correggere ed invertire i rapporti di forza tra i due partiti di governo, per assecondare i loro effettivi rapporti di potere. A favorire l’accentuata tendenza sovranista in Italia è stata l’elevata astensione che, se considerata, permette di vedere un quadro meno fosco dei rapporti di forza nella società: l’estrema destra di Salvini e Meloni, potenziale maggioranza politica, è in realtà poco più di un quinto degli aventi diritto al voto. Una minoranza molto forte, la più forte, nei numeri e nella determinazione. Ma una minoranza. Per di più, polarizzante, quindi con molti degli altri contro. Tra gli altri quattro quinti di società, c’è di sicuro lo spazio e il modo per resistergli e costruire un’alternativa sul piano dei valori e degli interessi.

Elezioni Europee 2019 — Percentuali sugli aventi diritto

Il PD si è rialzato, non tanto per aver mostrato una direzione nuova in senso socialista, quanto per aver abbandonato quella vecchia d’impronta neoliberale, almeno all’apparenza. Ora avrà il problema di tenere insieme un fronte di alleanze eterogeneo, da Pisapia a Calenda, ed un programma chiaro ed incisivo. Potrebbe seguire il consiglio di Massimo D’Alema e ascoltare la protesta delle sue candidate. La lista di Sinistra, invece non è pervenuta. Non è stata battuta dal voto utile, perché mai i sondaggi le hanno dato un risultato prossimo all’obiettivo minimo. L’impressione è che non sia stata neppure considerata, per la debolezza dei suoi candidati e delle sue parole d’ordine. Come ha osservato Paolo Ferrero, essa ha avuto una fisionomia persino meno identificabile di quella del PD.