I risultati delle prossime elezioni passano (anche) dalla scelta dei candidati

Invidio le certezze che molti hanno sull’esito delle prossime elezioni. Da un lato non sappiamo esattamente come sarà l’offerta politica sul centro-sinistra; dall’altro non sappiamo come il sistema elettorale influenzerà il comportamento di voto. Su questo possiamo fare solo ipotesi. Intendiamoci: penso che nessuno degli schieramenti raggiungerà la maggioranza assoluta, ma oltre a questo non mi sento di andare. Il sistema elettorale, infatti, può influenzare il voto più di quanto crediamo. Come sappiamo, nella nuova legge ci sono seggi attribuiti col proporzionale e seggi attribuiti col maggioritario. L’elettore può votare:

a) una lista del proporzionale, e in quel caso il voto si trasferisce anche al candidato che quella lista sostiene in quel collegio uninominale;

b) un candidato nel collegio uninominale, e in quel caso il voto si trasferisce anche alle liste che sostengono il candidato;

c) un candidato nel collegio uninominale e una delle liste che lo sostengono.

Ho l’impressione che saranno in pochi a scegliere l’opzione c), e molti voteranno, semplificando, o il partito, o la persona.

Le simulazioni che si fanno in queste settimane partono da stime sui voti nel proporzionale e calcolano che questi voti si trasferiscano ai candidati nei collegi uninominali. Presumono cioè che il comportamento degli elettori ricalcherà l’opzione a). Ovviamente non potrebbero fare altrimenti, visto che i candidati nell’uninominale non si conoscono. Ma se non tutti gli elettori decidessero così?

Come ci mostra il voto in Sicilia, ci sono candidati più forti dei partiti, e partiti più forti dei candidati. Proprio perché il voto disgiunto (voto candidato nell’uninominale e voto a una liste che *non* lo sostiene) non è permesso, molti elettori dovranno fare una scelta. Potrebbero voler eleggere un candidato nell’uninominale nonostante non abbiano grande considerazione dei partiti che lo sostengono; o potrebbero voler votare per una lista nel proporzionale anche se non apprezzano il candidato che questa lista sostiene nell’uninominale.

Ad oggi le simulazioni predicono che questa legge avvantaggerebbe il centro-destra semplicemente perché la somma aritmetica dei partiti che dovrebbero comporre la coalizione di centro-destra è stimata superiore a quella dei Cinquestelle e della coalizione di centro-sinistra (che ancora non conosciamo). Se però gli schieramenti che oggi sono dati indietro riuscissero a candidare persone che “trascinino” il voto nei collegi, questo potrebbe avere un effetto che a oggi le simulazioni non prevedono, né possono prevedere.

Faccio un esempio: Le stime attuali prevedono che il centrosinistra non prenda nessun collegio in Sicilia. Siamo sicuri però che se uno come Leoluca Orlando si candidasse nel collegio uninominale di Palermo non riuscirebbe a vincerlo? Io non tanto. Non sto dicendo che questo avverrà, sto dicendo che la scelta dei candidati sarà, in un buon numero di collegi, decisiva, e anche da questa passerà il risultato finale. Anche il modo in cui, collegio per collegio, si farà campagna elettorale, potrebbe far pendere la bilancia verso scenari che adesso non consideriamo. I partiti, specialmente quelli che partono indietro, farebbero bene a iniziare a pensarci.