Dove sono finito? Resoconto di una trottola
Ahhhh, è vero che io avrei una specie di blog/diario fotografico/chiamatelo-come-vi-pare! No, in realtà non mi ero completamente dimenticato di averlo, è solo che la costanza non è una delle mie caratteristiche principali e se poi aggiungiamo che il mio tempo l’ho dovuto/voluto dedicare ad altro è matematico che il risultato sia un’assenza di quasi (o forse di più. Anzi, probabilmente di più) un mese. Beh alla fine comunque sono tornato nella mia camera, che sembra di più uno sgabuzzino, ho appoggiato il mio sedere sulla scrivania e tac! Insomma, tutta questa manfrina per dire che è giunta l’ora di tirare le somme di questo giugno ormai finito da ben 14 giorni.
Nonostante “la costanza non è una delle mie caratteristiche principali” (vedi sopra) sto riuscendo a portare avanti il mio buon proposito per il 2015 e devo dire che piano piano i risultati arrivano.
Giugno ha segnato la conclusione di un percorso, il lavoro di un anno è stato messo sul palco il 13 e il 14: la mia scuola di danza ha messo in scena il saggio di fine anno. E’ stato un saggio molto sentito, da parte mia. Col fatto che a gennaio partirò non so bene se riuscirò a partecipare a quello dell’anno prossimo per cui ho proprio deciso di godermelo fino in fondo, ogni attimo, ogni coreografia. Sono perfino riuscito ad apprezzare quegli spogliatoi angusti ed polverosi in cui ci siamo rinchisi per quasi una settimana, tra prove varie ed eventuali. Ovviamente non potevo lasciarmi scappare un’occasione così per scattare qualche foto: luci, scenografie, ballerini…qualcosa per rendere tutto ancora più interessante? Sì, la difficoltà di scattare foto mediamente decenti in situazioni di scarsa luminosità in cui fermare l’attimo è vitale. Ho preso la palla al balzo e quando non ballavo, fotografavo.

Sono abbastanza legato a queste foto, oltre a rappresentare un notevole salto di qualità (ho guardato quelle che ho scattato due anni fa e…beh…se non le posto c’è un motivo) sono anche una conferma di un’altra delle tante cose che metaforicamente mi augura buon viaggio. Proprio oggi pensavo a quanto iniziare a ballare mi abbia cambiato la vita: se penso a quel ragazzo che quattro (ormai cinque) anni fa ha aperto la porta della sala è con un “ciao” appena accennato ha salutato alcuni di quelli che sarebbero poi diventati suoi Amici faccio fatica a riconoscerlo. In realtà non è andato da nessuna parte, so che è ancora parte del Matteo di oggi ma so anche che il Matteo di quattro anni fa si preoccupava di cose di cui non c’era assolutamente bisogno di preoccuparsi.

Andiamo avanti che altrimenti succede che divento logorroico (io?! Logorroico?! Boh). Giugno è stato un mese con una carica emotiva fortissima: oltre a saggi vari ed eventuali i miei genitori hanno festeggiato la bellezza di 25 anni di matrimonio!

Guardateli, che belli che sono. Mi sento un sacco fortunato: ho due genitori con i controcazzi che mi vogliono un bene inimmaginabile e che farebbero di tutto per me. Ragazzi, non è scontato! Soprattutto oggi, con tutto quello che si sente in giro: i 50enni in crisi di identità e le nuove panterone da discoteca con il pelo ormai argentato non è da tutti entrare in chiesa e rinnovare le promesse fatte 25 anni prima.




(Sono un fan del Bianco e Nero, si era capito vero?!) La cerimonia è stata molto semplice e neanche troppo prolissa, tra l’altro il prete ha rinnavato le promesse di tutti quelli che avevano raggiunto un traguardo, chi 10, chi 25, 50 e chi addirittura 70 anni insieme. Il pranzo è stato molto divertente, poche persone e ben volute. Era bello sentirsi come in una grande, grandissima famiglia allargata!
Sto per concludere, lo giuro.
Le ultime foto di giugno le ho scattate al festival dell’Oriente, a Bologna. Mi aspettavo un po’ una pacchianata e invece è stata proprio una bella giornata!


Io ed un mio amico abbiamo fatto un giro, così tanto per, l’ultima domenica in cui ci sarebbe stato il festival. Ne abbiamo trovate di ogni là dentro ed ogni bancarella aveva il suo fascino anche se sono convinto che per molti sia difficile da apprezzare. Ovviamente la giornata si è conclusa con una cena, improvvisata ma pur sempre cena, nei parcheggi della fiera di Bologna seduti su due palle di cemento con un cartoccio con gli spaghetti di riso.
Credo di essermi dilungato abbastanza, per cui concludo con un’ultima foto. No, non l’ho scattata a giugno ma qualche sera fa. La posto perchè…perchè come non potrei?!
