Dialogo

#narrativaalternativa

-Perché?

-Lo sai.

-Da quando?

-Da sempre.

-Ti piace?

-Enormemente.

-Chi sei?

-Parola. Inchiostro. Oblio. Smarrimento. Dramma. Paura. Amore. Paura più che altro.

-Chi sono?

-Non lo sai. E lo cerchi dentro me. Ti immergi nel mio corpo. Un corpo che corporeo non è. È la tua maledetta fantasia. Ti condanna. Ti perdi dentro me, avvolto dalle mie spire, ingoiato dalle mie fauci. Ti sottometti ai miei giochi. Ti lasci guidare, coinvolgere, emozionare, uccidere.

-Che dici?

-Ogni volta che mi invadi, muori. Lasci la tua vita alle spalle. Inizi a vivere in una nuvola. La mia nuvola. E qui sono io che comando. Tuttavia, muori contento. Muori di tua spontanea volontà. Ti lasci cullare dal mio dolce rollio, dalla mia dannata ninna nanna. Il resto non conta più. Sei estraneo al tuo mondo, cittadino del mio. Chi viaggia frequentemente sa quanto è piacevole essere privati da me della loro vita. Sa quanto è confortante. Sono peggio di un incubo. Da me non si esce.

-Non sei vita vera!

-Ma ormai sei mio prigioniero… Non uscirai mai dal mio abbraccio. Sei dipendente dai miei inganni, usi il tempo libero per drogarti della mia felicità. È una trappola. È la morte. Ma ormai sai troppo bene che io sono anche vita. Cosa sono io in fondo? Io sono te. E sopravvivo grazie a te. Ma tu sei me. E grazie a me tu muori.

-Chiuditi! Serra le tue tentazioni!

-Non puoi chiudere me. Chi ti salverà allora da te stesso? Non puoi chiudere me, non sono oggetto, sono anima. E l’anima ti perseguita. Come un fantasma.

-Posso evitarti?

-Non credo proprio.

-Come posso salvarmi?

-Abbandonati a me. Saprò curarti. Saprò apprezzarti. Saprò fare di te un uomo migliore.

-Mi domo alla tua volontà.

-Lo sapevo. Alla fine tutti lo fanno. Non hanno altra scelta. Per questo ti avevo già accolto, ti avevo già rapito. Con tenerezza. Vieni. Sei mio. Da sempre. Per sempre. Ma non preoccuparti, avrai buona compagnia.

-Chi altri?

-Il mondo. I mondi. Quello vero. Quelli fantastici. Tutti riuniti nel mio scrigno. Vi custodisco come perle preziose.

-Eccomi. Mi lancio. Prendimi!

-Oh, caro mio, te l’ho già detto. Ti ho già preso. Dalla prima volta che mi hai aperto.

Da allora di lui non si seppe più nulla.

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