Black Sails

È finita l’avventura dei pirati. Iniziata in sordina quattro stagioni fa, ha conquistato fan ed estimatori. Perchè è una serie sui pirati fatta benissimo. Ci sono tutti gli ingredienti che uno si aspetta di trovare. Oceani sconfinati, spiagge bianche, paradisi caraibici, pirati tamarri ma con il cuore tenero, donne avvenenti, inglesi cattivi e spagnoli feroci. Ci sono grandi battaglie in mare e in terra, duelli fino all’ultima sciabolata, tradimenti epocali e intrighi misteriosi.

La cosa bella di questa serie, oltre alla trama avvincente da pirati e tutto il resto, è l’attenzione alla costruzione dei personaggi. Sono tutti personaggi complessi, con indomabili virtù e pericolose fragilità. Lungo la storia ogni personaggio si dimostra in tutte le complesse sfaccettature della sua personalità. Ognuno ha la sua psicologia, i suoi demoni e le sue speranze. Ognuno intraprende un percorso di crescita, di scoperta, di avventura. Non solo un’avventura per mare o alla ricerca di un immenso bottino (si c’è anche quello, ovviamente: il tesoro!) ma un’avventura nella propria identità e nel proprio affermarsi.

Le donne, poi, hanno un ruolo centrale e molto strutturato lungo il corso della serie. Partono quasi tutte come figure marginali, ma attraverso l’intelligenza, l’arguzia e il desiderio di emancipazione riescono a raggiungere una completa affermazione della propria identità, ognuna per le caratteristiche che le contraddistingue.

E infine ha una delle sigle più belle per una serie televisiva mai fatte.
Su Netflix ci sono le prime tre stagioni