Vincere la paura di cambiare lavoro

Rimpianti? Vade retro!

Domani si cambia.

Dopo 2 anni belli e intensi in una web agency, ho colto l’opportunità di lavorare in un’azienda più grande e più specializzata in ciò che vorrei fare “da grande”.

Ma la decisione non è stata facile.

Lascio un ambiente positivo, relazioni vere… insomma un buon posto di lavoro.

Cosa mi ha spinto a cambiare? La possibilità di accrescere le mie competenze e specializzarmi, un piccolo ma non trascurabile aumento di stipendio…

Una decisione così importante non la prendi per un solo motivo, e non la prendi in un paio di giorni.

Cambiare lavoro è un processo che richiede tempi e metodi di elaborazione talvolta lunghi e soggettivi.

Ma le dinamiche che tale processo segue credo siano uguali per tutti e in questo post vorrei metterle a nudo per spronarti, spero, a prendere la decisione giusta.

Sei contento del tuo attuale lavoro? Hai pensato più volte di voler cambiare, ma non ne hai avuto mai il coraggio? Questa voglia di cambiamento che hai è un capriccio o è qualcosa di più importante a cui dare ascolto?

Ecco la mia esperienza.

Quando sbagli per migliorare la tua condizione, non sbagli mai

Puoi ponderare quanto vuoi, ma ogni cambiamento porta con sé una fetta di rischio che devi accettare.

E se non mi trovassi bene? Se alla fine il lavoro nella nuova azienda non mi piace? E se commettessi un errore a cambiare?

Da una parte arriva puntuale la paura di sbagliare che ci blocca. Ma cosa c’è dall’altra parte? Uno scenario peggiore: rimpiangere, nel futuro, di aver mancato un’opportunità di crescita.

Cosa scegli? Un errore, dal quale potrai imparare, o un rimpianto dal quale non potrai mai fuggire?

Un metodo per sbloccarti e prendere la decisione giusta: dai un voto al tuo posto di lavoro

La paura e l’indecisione possono essere subdole. Involontariamente, ti portano a sottovalutare le tue sensazioni facendoti formulare pensieri del tipo:

Ma sì, forse è solo un capriccio momentaneo. Passerà.

Come distinguere, quindi, “un capriccio” dal bisogno reale di cambiamento? Occhio a questi sintomi:

  • per mesi, anche a fasi alterne, soffri di uno stato d’ansia difficile da controllare. Anche per attività ordinarie.
  • non dormi perché non fai altro che pensare alla roba che devi smazzarti
  • arriva un’offerta di lavoro e la valuti con attenzione
  • pensi che l’ambiente di lavoro è deleterio: troppo controllo, troppa anarchia, troppi colleghi stronzi
  • il tuo lavoro non è apprezzato: dai tanto e ricevi poco

Soffri minimo di 3 o più sintomi da almeno 2 mesi? Se sì, puoi passare allo step successivo, ovvero valutare il tuo attuale lavoro in base a questi 3 parametri:

  1. Ambiente: c’è un clima collaborativo tra te e i tuoi colleghi? Il tuo capo tratta il team in maniera equa? C’è meritocrazia?
  2. Crescita: stai migliorando? Vieni formato a sufficienza? Ti stai specializzando in qualcosa?
  3. Stipendio: è misurato alle tue competenze? Cresce insieme alla crescita dell’azienda? Ti vengono dati premi per il raggiungimento dei tuoi obiettivi?

Dai un voto da 1 a 10 e fai una media, tenendo sempre conto che, la perfezione, non esiste.

Com’è andata? Non c’è la sufficienza? Allora può darsi sia arrivata l’ora di un sano cambiamento.

→ Racconta anche tu la tua storia di cambiamento: scrivi tra i commenti!

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