Heidegger, per esempio, ci ha fatto capire che lo sguardo egoico-rappresentativo della scienza nella sua essenza metafisico-tecnica, è solo l’ultimo gradino di un processo conoscitivo che nel suo complesso rivela un meccanismo e una realtà molto più ampia e ramificata.
Cara Iside, grazie di queste parole che giungono nel luogo di incontro con un Altro inconoscibile…
Francesco Marabotti
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Grazie Francesco, per il tuo interessante commento! Credo proprio tu abbia ragione, in un certo senso sono cose che le persone più avvedute ed aperte hanno intuito da tempo, eppure è ancora una cosa che deve, per larga parte, impregnare la sensibilità comune — ancora molto impregnata di una idea di scienza che, per semplificare, potremmo chiamare “aproblematica” o “pre-quantistica”. Giova dunque riprendere questi maestri di pensiero, e lavorare per corrodere i vecchi schemi, ammorbidendoli così come lavoriamo per ammorbidire le nostre stesse coscienze.

Grazie!

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