Oggi tendiamo a studiare tutto in modo molto matematico-fisico seguendo il metodo scientifico, convincendoci facilmente che quella sia la corretta descrizione della realtà. Quando parliamo della vita, invece, credo sia necessaria anche una visione più poetico-artistica, che ci consente di osservare elementi come l’eleganza, l’amore, l’intelligenza e la libertà.
Grazie Alida per renderci partecipi di questa interpretazione dei fenomeni naturali e della vita.
Pier Luigi Masini
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Grazie Pier Luigi, è proprio vero quello che scrivi. Dobbiamo avere il coraggio, prima di tutto, di oltrepassare il metodo scientifico (e lo dico da scienziato), non certo negandolo — come taluni fanno —ma integrandolo, secondo l’antica sapienza, con tantissime cose che non sono propriamente scientifiche. Ma che sono degnissime di essere valutate, lavorate, ammirate, amate.

Ci vuole insomma, come ben dici, una visione poetico-artistica, che sia sempre però amica della visione scientifica. In modo che ognuna vada a rinforzare l’altra. Del resto la scienza nulla toglie alla bellezza, e viceversa: tutti i filosofi e gli scienziati più accorti, lo sanno.

Ce lo dice anche un fisico famosissimo come Richard Feynman, che in appena un minuto e mezzo resetta le coordinate e riapre una possibile connessione tra scienza e bellezza. Che stai a vedere, poi, sono quasi la stessa cosa…

Ecco su cosa dobbiamo lavorare. Dobbiamo rinsaldare questo ponte, questa connessione. Tra scienza e tutto il resto, inclusa la ricerca spirituale — ovvero, la ricerca di senso.

Siamo qui per far questo, ed è già questo un compito, un compito di bellezza non trascurabile…