Non c’è probabilmente molto che si possa fare, l’unica è tentare di resistere individualmente.
Marianna Piani
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Grazie a te per gli spunti di riflessione. In ogni caso, io sono meno pessimista. Penso vada tenuto in conto il fatto che i social hanno dato la parola (scritta) a milioni di persone — forse miliardi — che in passato si limitavano allo scambio orale. È ovvio che in questo mare di comunicazione la parte del leone la facciano quelli che hanno poca padronanza della lingua scritta (o per scarsi studi o anche, spesso, perché sono stranieri). In passato la scrittura era riservata, in proporzione, a poche persone e l’atto della comunicazione scritta rivestiva un carattere quasi sacrale, perché era un modo ufficiale di porsi nei confronti dell’altro. Il web e Facebook in particolare hanno cambiato radicalmente questo scenario, e non è detto che sia un male. Per quello che io posso vedere, non c’è mai stata tanta informazione a disposizione di tutti e così a basso costo. E in un modo o nell’altro, prima o poi la massa delle persone beneficerà di questo enorme sapere distribuito.

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