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Federica Spampinato
Di tecnologie digitali, cultura del rischio e fine del mondo

Non so se è legale parlarne e pubblicare queste foto, ma lo faccio

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Questo post nasce con una grande preposizione avversativa: MA posso parlarne? Un po’ per gioco, un po’ per manie di persecuzione, ho deciso di relegare il racconto della mostra su Mirò all’interno di una più ampia discussione sul tragitto, perché ogni viaggio vuole essere raccontato.

Oggetto della narrazione, dunque, la mostra su Mirò a Villa Manin (UD), già sede di numerose e importanti retrospettive come la recente dedicata al fotografo Robert Capa.

Siamo partiti da Portogruaro, una delle ultime roccaforti della provincia di Venezia (anche se forse non se lo ricorda, dico bene?) verso Passariano, Codroipo, Udine. Una distesa di…


Un certo sud

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Ve lo dico subito: non è la recensione del film. È una storia personale, delirante e nevrile. E il film, qui, è solo un pretesto.

Sono andata a vedere “Nel paese dei coppoloni”, il film-documentario del cantautore pugliese, tratto dal quasi omonimo romanzo “Il paese dei coppoloni”.

Questo adattamento mi fa ironicamente pensare al fatto che attraverso il linguaggio scritto non sia concessa la penetrazione del luogo, l’ingresso dell’antro, cosa invece delegata all’audiovisivo. Grazie al cinema, e con gli occhi del regista, entriamo infatti davvero dentro paesaggi solitari, fermi, immobili.

Questo sud lo conosco bene, anche se non è proprio il sud che conosco io, ma è sempre un certo sud. È un luogo che ci ostiniamo a non voler rappresentare, o a relegare al…


Perché le cose senza rimedio non meritano attenzione

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Source: http://tinyurl.com/j2uyaup

Premessa necessaria

Tutti conoscono Macbeth, la tragedia shakesperiana che, come molti elementi all’interno dei programmi di letturatura inglese, passa come un treno e si sedimenta nella grande scatola cerebrale del nozionismo. Non ricordavo granché della tragedia, se non che era ambientata in Scozia e che rappresentava il crollo della rettitudine dell’essere umano con una dannata catabasi all’interno di follia e delirio di onnipotenza. Ah, e la profezia delle tre donne, certo, come dimenticarla. O, più semplicemente, ricordavo questo schema diegetico:

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