Effetto distanza, Ripetizioni frazionate, Pratica distribuita, ecc.

Emanuela Zibordi
Sep 13, 2016 · 2 min read
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Original post: Spacing Effect, Spaced Repetitions, Distributed Practice, etc.

E‘ stato circa 7 anni fa, quando facevo ricerca sull’effetto distanza (Spacing Effect), che ho avuto l’idea per l’apprendimento a sottoscrizione. Così, come primo post sul blog sull’apprendimento a sottoscrizione, ho intenzione di spiegare i risultati della ricerca del “effetto distanza”.

La scoperta di base è questa: quando un contenuto di apprendimento viene ripetuto, si avrà una migliore memorizzazione se viene ripetuto dopo un periodo di tempo più ampio, invece che una ripetizione dopo un periodo di tempo più breve. Ad esempio, ripetendo qualcosa dopo quattro giorni si creeranno livelli elevati di recupero della memoria che non ripetendo dopo soli due giorni. Analogamente, un intervallo di ripetizione di un giorno produrrà più ricordi che un intervallo di ripetizione di mezza giornata. Un’ora è meglio di una sola mezz’ora. Dieci minuti è meglio di cinque minuti e così via.

L’ effetto distanza è uno dei modi migliori per sviluppare la memoria a lungo termine. Infatti, nella mia lista dei 12 fattori più importanti dell’apprendimento (La dozzina decisiva), ho trovato che distanziare le ripetizioni, è uno dei tre fattori più potenti dell’apprendimento per migliorare la memorizzazione.

Harry Bahrick e Linda Hall, ricercatori sull’apprendimento, hanno scritto sul Journal of Memory and Language:

“The spacing effect is one of the oldest and best documented phenomena in the history of learning and memory research.”

L’effetto distanza è uno dei più antichi e meglio documentati fenomeni nella storia dell’apprendimento e della ricerca sulla memoria.”

Naturalmente, come per ogni ricerca sugli esseri umani, ci sono variazioni, contingenze, e condizioni di contesto sull’effetto distanza. Ancora oggi questa è una scoperta molto solida e dovrebbe essere uno degli strumenti più importanti nella cassetta degli attrezzi di ogni professionista dell’apprendimento.

Ho scritto un rapporto dalla ricerca alla pratica sull’effetto distanza nel 2006 e comprendeva oltre 100 citazioni di ricerche fatte. E la ricerca continua ad accumulare prove, anno dopo anno, perché il fenomeno è veramente affascinante. Oggi ci sarebbero decine di ulteriori studi che potrebbero essere evidenziati. Fornirò un breve elenco qui di seguito.

Ecco perché è così affascinante: perché fornendo esattamente le stesse informazioni agli studenti, perché nel caso di ripetizioni più ampiamente distanziate si produrranno profonde differenze su quanto bene la gente ricorda? Perché distanze più ampie sono molto più efficaci delle ripetizioni meno distanziate?

Dai ricercatori sono state date diverse motivazioni:

— Distanze più ampie richiedono più sforzo cognitivo.

— Distanze più ampie producono percorsi di recupero più variati attraverso la memoria.

— Distanze più ampie promuovono maggiormente il recupero sull’errore e quindi favoriscono migliori pratiche di apprendimento.

Vorrei essere chiaro. L’apprendimento a sottoscrizione, come definito, non richiede l’uso dell’effetto distanza ma, rispetto ad altre forme di apprendimento, è più adeguato ad utilizzare l’effetto distanza.

Will Thalheimer, PhD

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