Nonna stava male da un po’, colpa dell’esaurimento del suo midollo.

Vecchie infezioni, dovute forse al suo ultimo parto, l ‘ultimo figlio, inaspettato.

Quello che unico aveva dato, e non solo preso.

Io, nipote acquisita, dall’amore comune per il nostro Amore, Lui.

Stavamo insieme, parlando di noi, come ragazzine che si raccontano i primi amori.

Lei 86 io 30.

Era lei l’unica che conosceva tutto di me.

Era l’unica che sapeva ascoltarmi, sia che parlassi di amore, o di odio.

Nessun muro tra noi.

Due donne, al centro dell’Universo Spazio temporale.

Mi disse, una cosa, che non ha mai smesso di tornarmi in mente :

“Sono contenta di andarmene. Questo mondo non lo capisco più. “

E aveva vissuto 2 guerre, donna del popolo, con tre figli, e un marito anziano, imbelle e pauroso.

Aveva affrontato fame e febbri invalidanti, e schiere di fascisti alla stazione, a derubare le valige cariche di farina del mercato nero dei “mandrogni” che si erano ingoiati i suoi poveri eleganti gioielli di nozze.

Valige pesanti, che dovevano sembrare vuote…

Aveva passato ore a cucire le divise dei carabinieri, con quella striscia che era da essere perfetta, per dar da mangiare ai bimbi, col marito senza lavoro.

Il nonno non prese mai la tessera fascista.

Aveva un suo orgoglio di rampollo di famiglia nobile diseredata, dallo zio che si vendette l’anima ai preti.

Il lascito ai preti è sempre li… e condannò i suoi nipoti alla fame, dopo esserso fatto accudire per decenni.

Cose di famiglia…

Nonna non si sposò per amore.

E non smise mai di accudire il vecchio sposo.

Cose di altri mondi, per me…

e adesso tocca a me, non capire questo mondo.

E sono contenta di andarmene…

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.