Sono certa che se mi toccassero, se ne pentirebbero. Sono stata toccata una volta sola, a 11anni, mentre andavo alle medie.

L’edificio scolastico stava in mezzo ai giardini , ero in ritardo, quindi sola, avevo il montgomery, e i libri sotto braccio.

Mi sentii una mano he tirava su il cappotto, e l ‘altra che si infilava. Reagii saltando e correndo via.

Non so chi fosse.

Non lo dissi a nessuno.

Forse un maniaco.

A scuola un compagno, in classe, mi prese alle spalle, fingendo una lotta : approccio sbagliato, urlai come un’aquila, mi girai e finí per terra ululando, per la ginocchiata alle palle.

Dopodiché corsi in presidenza.

L ‘ultima volta ero a passeggio in via S. Luca, col mio ragazzo.

A un portone d ‘angolo, su piazza Campetto, una ghenga di balordi, uno mi apostrofò, mi venne dietro e mi toccò i capelli, erano lunghi e neri, come Cher.

Il mio ragazzo reagì, e in baleno erano in 4 addosso a lui.

Era una belva, ma anche io saltai alla schiena di uno e mentre gli strappavo i capelli, gli tiravo ginocchiate,

lo feci urlare di dolore.

Scapparono.

Si, erano solo dei balordi.

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