10 cose da fare per non essere un trentenne di merda

Oggi invecchio un po’, ed è un’occasione per tirare una riga in fondo alla lista dei giorni che mi sono lasciato alle spalle. 365 albe da trentenne e nemmeno ho capito bene cosa significhi, “non aver più vent’anni”.

Ho cercato dei modi per descriverlo, questo stato di “non più, ma non ancora” e alla fine me ne sono uscito senza tante parole. Ho solo capito che non è il mutuo, non è l’avere figli e non è una station wagon da lavare il sabato pomeriggio. Non è nemmeno il confondere lavoro e vita privata, l’incastrare conference call in calendar o il trovare i capelli caduti sul cuscino bianco.

Il mio Amazon, oggi, mi consiglia prodotti da trentenne. Forse.

Avere trent’anni non significa fare cose. Significa chiedersi come mai ci si alzi al mattino. Significa avere ancora voglia di rendere intenso il tempo, per dilatarlo facendolo diventare un alleato, e non un nemico.

Ecco quindi che ho stilato un elenco di dieci cose da fare per non essere un trentenne di merda. Lo sto dicendo a me stesso, ma forse serve anche a voi, trentenni pelati, ventenni che “io alla vostra età” e quarantenni che “ah, voi alla mia età!”. Ecco qui.

  1. Prenditi dei momenti per farti i cazzi tuoi.

Lo dico sinceramente: stare solo ti fa bene, ti permette di approfondire un sacco di cose, tra cui forse pure te stesso. Stare soli non significa rifiutare gli altri, ma resettarsi per essere un filo migliori. Fallo. A me capita ogni tanto, e mi fa parecchio bene.

2. Esistono KPI per le relazioni.

La mia preferita è E(n) (Energia netta), data dalla differenza tra energia data ed energia tolta, in un rapporto. Se E(n) è maggiore di zero, mollala. Veramente, hai trent’anni e ancora perdi tempo con persone che ti rinfacciano cose, fanno discorsi poco interessanti o ti mostrano mille foto idiote sul loro telefono? Non ne vale la pena, ti stanno togliendo energia. È ora di dire basta.

3. Rendi conto solo alle persone a cui tieni veramente.

Avere trent’anni significa autonomia economica e libertà di fare quello che vuoi. Rendi conto solamente alle persone a cui tieni, oltre che a te stesso. Sì, se non hai voglia di fare le 5 in un locale, non sei obbligato. Puoi anche passare la serata su Netflix, dormendo alle 23. Va tutto bene, non far finta di rimpiangere il kebab in after: non era salutare e non ti andava nemmeno giù. Puoi essere te stesso, finalmente.

Io a vent’anni

4. L’età media del locale in cui sei conta.

Se ti trovi a guardare tutti con un misto di invidia, rabbia e nostalgia, quella è la porta. Beh, a meno che tu non sia lì per recuperare tuo figlio. In quel caso, hai avuto un figlio molto presto ed è comunque tardi per fare il ragazzino. Scrivigli un messaggio su Whatsapp e vai in auto ad aspettarlo. Apprezzerà non avere un genitore tra le palle che cerca di fare il giovane.

5. Se al mattino, ogni giorno, maledici il tuo lavoro, è ora di mollare tutto.

Vale davvero la pena di passare la vita a fare qualcosa che non ti piace? Ti meriti davvero che il 70% della tua esistenza sia una merda? I soldi sono una moneta di scambio adeguata per il tuo tempo perso? Chieditelo. Se la risposta è no, vai al punto 6.

La mia giornata lavorativa è fatta di cose di questo tipo.

6. C’è sempre tempo per ricominciare.

Non sei troppo vecchio, sei solamente un po’ più consapevole. Ed è proprio la consapevolezza che ti frena dal fare il salto dettato dal punto 5. Mettiti in gioco, ti servirà a inquadrare meglio il senso che stai cercando di dare alla tua vita. Hai presente quando le scelte erano facili? Ricordi ancora come si fa? Buttati.

Sono questi i contenuti interessanti.

7. Usa i social network solo per regalare emozioni o contenuti interessanti.

No, le foto del tuo gatto o di tuo figlio non regalano nulla. No, le canzoni dei Modà non danno emozione. No, nemmeno le citazioni di Coelho funzionano. No, no, no. Applica i filtri che ti poni nella vita reale anche nel web, e non sarai vittima del punto 8. A nessuno importa della tua colazione in hotel, capisci?

8. Nascondi amici dalla bacheca senza remore.

Se condividono notizie del Fatto Quotidaino o inutili sproloqui calcistici e proprio non puoi eliminarli, clicca su “hide”. Se invece vuoi usarli come monito, tienili: non sarai mai come loro e Facebook te lo ricorderà ogni giorno.

9. Smettila di condividere le foto matte nei locali.

Non c’è più Myspace e probabilmente il tuo capo sbircia cosa fai fuori dall’ufficio. Serate Hot sono cose da universitari: molto meglio una foto di te al mare, che leggi Harvard Business Review. L’online reputation è importante, non dimenticarlo mai.

10. Il tempo non definisce chi sei, definisce l’intensità che devi mettere nelle cose che fai.

È crudele, per le farfalle, lo scorrere del tempo? Vivono 6 mesi, nemmeno in tempo per conoscere tutte le stagioni. È crudele agli occhi di noi uomini, ma non per loro. Non ci pensano nemmeno e vanno di fiore in fiore, insegnandoci che il tempo non è assoluto e non definisce la durata delle nostre vite. È piuttosto l’intensità, una misura dell’esistenza.

Non tralasciare nessuna regola e chiediti: se corri i 100 metri su un treno in corsa, a che velocità stai andando? Il treno in corsa è il tempo che comunemente intendiamo, mentre la velocità con cui si corre esprime l’intensità del proprio tempo. Il treno non si ferma, ma tu puoi scegliere di correre o camminare. Ora che hai trent’anni, puoi decidere a che velocità andare. Cavalca sto treno, vai a tutta velocità verso i quaranta, che saranno un’altra divertente avventura. E no, non andare a quella serata universitaria. Non fa per te.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.