Sulla Memoria e il senso del Ricordare

La Memoria non è un non dimenticare, ma piuttosto un apprendere, dando profondità al tempo.

Ieri era il Giorno della Memoria, appunto, in cui i più riflettono sulla loro vita, sul senso della Storia e su quanta poca Memoria ci sia nelle nostre esistenze.

L’ho fatto pure io, capendo che la mia, di vita, ne è piena, di Memoria. La Memoria di una madre che se n’è andata troppo presto, ma ha fatto in tempo a riempirmi di valori, curiosità e voglia di fare. Una madre che si è spesa per gli altri durante la sua intera esistenza, che mi ha saputo insegnare il mondo con delicatezza, senza nascondermi le brutture, ma invitandomi a comprenderle. Ricordo tutto di lei, come fosse qui ora: il suo sguardo amorevole, le sue carezze ed il suo dolce rigore. Forse, però, la cosa che più mi è rimasta dentro è una frase, scandita più volte nel corso della nostra felice esistenza insieme: “Impara, studia, scopri, perché nessun regime potrà mai toglierti quello che sai.” Era una frase che i miei nonni le avevano insegnato in Marocco, quando si stavano ricostruendo una vita dopo essere scappati da un’Ungheria che non voleva più ebrei. Insomma, vivo portandomi dentro una madre che mi ha riempito di Memoria, prima di andarsene.

La vita è fatta di cose belle, per lo più. E sono Memoria. Ci sono poi le cose brutte, che soffocano la bellezza e quasi la fanno dimenticare. Ma pure queste, in fondo, sono Memoria. Ecco che questo giorno serve a riflettere su noi stessi e sul senso che diamo al tempo, nel suo incessante flusso che tutto travolge, ma pure nel suo continuo ritornare, un po’ simile e un po’ diverso.

Non dimenticare non significa ricordare. Il giorno della Memoria era ieri. Oggi è quel domani in cui bisogna continuare a ricordare, forti del nostro aver appreso. Oggi, ieri, domani, sempre. Il mondo lo imparerà.

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