La giornata perfetta di uno sviluppatore

Torno a casa (quella che io chiamo Casa3) circa 2 volte l’anno e questa volta mi sono reso conto che SEMPRE durante i primi 120 minuti inesorabile arriva la classica domanda. In genere è Mamma che chiede, ma possono essere anche altri parenti o amici. La domanda è la solita, quella a cui ogni sviluppatore (e più in generale qualsiasi lavoratore in campi ICT e affini) deve dare risposta almeno un paio di volte l’anno: “Ma tu esattamente, che fai a lavoro?”.

Ricordo molto bene quando la prima volta in assoluto ho detto “ho un lavoro”, avevo ~18 anni i soldi mi servivano prevalentemente per coprire parte delle spese di università, casa da fuori sede e vita. Era il 2005 circa e già all’epoca trovare un lavoro era complicato, ricordo che dopo aver spiegato che scrivevo programmi per computer la prima domanda è stata “sicuro che è legale?”

Da quel momento, ho cambiato vari lavori e fatto cose molto diverse, ma ogni volta che ci vediamo e si ha spazio per chiacchiere con amici e parenti (non del settore) tornano inesorabili sul “ma cosa fai esattamente?”. Giuro, ho provato a bloccare il ciclo di domande utilizzando espressioni nerd come “42” oppure “Break;” ma la mia battuta non ha riscosso il successo sperato.

Quindi, oggi che di anni da quel “è legale?” ne sono passati ben quasi 13 quando mi chiedono cosa faccio per vivere cerco di sviare la domanda ad un campo più comprensibile descrivendo la mia giornata tipo. Credo che descrivere una mia giornata sia sicuramente utile per capire i giusti equilibri di un lavoro come il mio.

Più o meno la mia espressione tutte le mattine.

Mi chiamo Michel (ma tutti mi chiamano Mich), nella vita faccio lo Sviluppatore Software e questa è la mia giornata tipo:

7.00/7.30 “hello world it’s me again”: non importa se sono andato a letto alle 21 o alle 5 di mattina, la sveglia mattutina è un immancabile macigno, in realtà non è sonno o stanchezza, ma semplicemente voglia di rimanere a letto il resto della vita! Da sveglio la classica routine, per colazione (tranne casi eccezionali) solo un caffè!

8.30 “non dimenticare la testa”: Se tutto va bene esco di casa (e non ritorno per aver dimenticato qualcosa), personalmente cerco di evitare di dimenticare le cose chiamandole. Quindi metto il giubbotto, lo zaino e inizio: “Portafogli, chiavi, tabacco, accendino, cellulare, cuffie, zaino e testa” ed ora che ho tutto esco (chiamare le cose, tuttavia, non garantisce che effettivamente le cose ci siano).

9.15 “il primo caffè bis!”: Se tutto va bene sono in ufficio, per fare casa — ufficio devo prendere un treno (per fare una fermata urbana) e poi una metro per 9 fermate. In totale dovrei mettere una trentina di minuti (secondo gmaps) ma generalmente ne impiego 45. L’arrivo in ufficio coincide con il secondo caffè della giornata, indispensabile anche solo per iniziare a riflettere sulla vita, l’universo e tutto quanto.

9.30 “Inizia la giornata”: Personalmente preferisco inserire i task più complessi la mattina, prevalentemente il motivo è che se qualcosa andrà male (e può capitare benissimo) c’è tutta la lucidità mentale per risolvere!

11.15 “altro caffè, ma serve!”: In genere faccio una pausa, approfitto di questo momento per coinvolgere qualche collega in due chiacchiere, parlare di qualche progetto o della vita fuori dall’ufficio.

12.45 “time is running out”: Questo è il momento “limite” per andare a pranzo, nella zona del mio ufficio i posti dove pranzare non sono moltissimi, e muoversi dopo quest’orario può essere un casino. Alcune volte capita che pranzo in ufficio, ma purtroppo la mia natura “metà uomo, metà bradipo” mi impedisce di portare qualcosa da casa (quindi al più ordino su uno dei moltissimi servizi di delivery per cibo a domicilio presenti a Milano). Non sono uno di quelli da “pranzo leggero perché poi così lavoro meglio”, a me il digiuno o un primo+secondo+contorno cambia poco, quindi mangio semplicemente quello che mi piace.

13.45 “posso farcela!”: Inizia il pomeriggio, in questa primissima fase del pomeriggio completo eventuali task pendenti della mattina e subito dopo riguardo il tutto per accertarmi che il codice sia quanto più pulito possibile, dove necessario (e utile) aggiungo i commenti e i TODO.

16.00 “ma un caffè no?!”: Pausa pomeridiana, ma l’orario è molto indicativo perchè dipende da “cose da fare”, “data della scadenza”, “complessità dei task completati nella giornata”. Anche in questa pausa cerco quando possibile di coinvolgere un collega.

18.30 “fuori in 60 secondi”: Se tutto va bene (e la cosa in questo lavoro non è per niente scontata) si esce e si torna a casa, l’idea è sfruttare i tempi della metro per ascoltare qualche podcast o aggiornarsi su cos’è successo nel mondo (cronaca) e eventuali novità trasversali nel settore (rilasci, librerie etc).

21.00 “il pranzo della sera”: L’orario della cena è sacro! Dato che il pranzo è sempre “abbondante” e che nonostante viva a Milano vengo dal profondo sud, prima delle 21 anche se si mangia non conta. La vera cena è ora! Anche in questo caso non mi faccio particolari problemi su cosa e quanto.

22.00 “free time”: qui le possibilità sono tre:

  1. si studia e/o si ci aggiorna con le novità nel settore, mettendo mano al codice e provando le novità oppure andando a qualche evento community (nelle grandi città si trova tranquillamente anche più di un evento ogni sera).
  2. si guarda un film/telefilm sul divano in modalità “zombie”.
  3. La vita sociale, si esce, si fa un giro e magari si beve qualcosa (io sono il tipo da birra o mojito).

00:30/1.00 “sicuramente è tardi”: in genere anche se mi sforzo e cerco di andare a letto presto, salvo congiunzioni astrali strane questo e l’orario in cui vado a letto.

Il tragitto casa — lavoro che faccio ogni mattina

Tips&Tricks della mia giornata tipo:

  1. Il metodo di chiamare gli oggetti aiuta un sacco a non dimenticare le cose, direi che ha un grado di infallibilità del 95% 😂
  2. Circa 90 minuti di mezzi pubblici al giorno sono mucchio di tempo: lo utilizzo per organizzare la giornata o ascoltare dei podcast. Di tanto in tanto un po’ di musica.
  3. Cerco di evitare di stare tutto il tempo degli spostamenti con gli occhi sul telefono, invece mi concentro sul panorama e le persone.
  4. Da qualche settimana ho comprato un cubo di rubik professionale (lo risolvo in 80secondi circa, ma vorrei scendere sotto i 20). Lo uso prevalentemente per muovere le dita (sia per evitare problemi viste le ore a battere tasti sulla tastiera) sia come anti-stress.
  5. Cerco di evitare il caffè, ma purtroppo non riesco a scendere sotto i 5/6 al giorno. Come sapete “Lo sviluppatore è quell’organismo che trasforma caffè in codice”.
  6. Sono un tipo da musica mentre lavoro (senza concludo poco), personalmente opto per musica senza voce (perchè in genere potrei concentrarmi troppo su quella), alcune volte vado di ritmi ripetitivi e ogni tanto di musica classica.
  7. Sempre da qualche settimana mi sono iscritto ad un corso di tiro con l’arco. Idealmente cercavo un’attività non troppo impegnativa e/o vincolante con cui isolarmi qualche ora la settimana e staccare il cervello.
  8. Le pause sono importanti, durante le pause non si dovrebbe parlare di lavoro e sicuramente non si deve pensare ai problemi che dovevi risolvere prima. Staccare un attimo il cervello e riprendere fiato aiuta a riprendere come si deve.
  9. Procurati una postazione di lavoro “degna”, anche se in Thor Ragnarok Mjolnir viene distrutto una postazione degna è importante. In ufficio lavoro con un MacBook 12" e un secondo monitor da 24", tastiera Logitech g710 meccanica + magic trackpad. A casa ho optato per un MacBook Air 13", un monitor 27" e uno da 24" (tastiera e mouse non degni di nota)
  10. Nel dubbio, anche se sai bene la risposta una sbirciata su Google è obbligatoria. Siamo nel 2018 è le soluzioni originali (e più efficienti o leggibili) sono sempre dietro l’angolo. Se una cosa non ti piace tantissimo, prima di chiuderla sbircia se esiste un modo migliore di quello che conosci per scriverla meglio! :)