Appunti a caldo sul referendum:

  1. I social network forniscono una rappresentazione distorta della realtà. Guardando la mia bacheca Facebook di oggi, l’affluenza avrebbe dovuto essere all’80%.
  2. Tutti i partiti di opposizione, metà del partito di maggioranza relativa e moltissime associazioni erano apertamente per il «si». Dobbiamo farci qualche domanda sulla capacità di rappresentare e mobilitare (di tutti)
  3. Sono convinto che questo referendum non sia stato altro che una sorta di «prova generale» in vista di quello ben più importante di ottobre. Se per il referendum di oggi il livello del dibattito ha già toccato il fondo, temo che ad ottobre si scaverà parecchio.
  4. Ovviamente hanno vinto tutti. Chi era per il «si»: ottimo risultato, poco spazio mediatico ecc… Chi era per l’astensione: perché imprudentemente somma il proprio consenso alle persone che a votare non ci vanno a prescindere. La realtà è che alla maggior parte delle persone frega poco della politica in generale, e recuperare quest’area di opinione è operazione che va molto al di là di un singolo referendum.
  5. Le foto con la scheda elettorale non si possono vedere.
  6. Le dichiarazioni di Carbone e simili, non sono opportune (diciamo così). A parte la mancanza di stile (signori si nasce), chi detiene il potere non deve mai trasmettere arroganza.
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