Racconti dalla metropolitana: Dalla parte di Greta (forse)

Instagram di Michèle Ménard

C’è stato addirittura un giorno di sospensione, ti pare possibile?, per un bambino di sette anni… Ti credo che poi Christian a scuola lì non ci vuole più andare, me lo ha proprio detto. Che lei non sa se quest’altra scuola è pubblica o privata, non è importante, lei la scuola l’aveva scelta perché è vicino a casa, più che altro, ma se è così cambia tutto. Figurarsi comunque che a lei ai colloqui una maestra glielo ha proprio detto, certe volte io suo figlio lo prenderei a schiaffoni. Ma stiamo scherzando? Che poi si può capire al limite, una sculacciata… E la suora, l’altro giorno, che ha detto a tutti che la più brava della classe è Greta, che è la più studiosa di tutti? Ma non si dice, ti pare che si fanno questi favoritismi?

Christian ci è rimasto male e lo ha detto a mamma, che ci è rimasta peggio di lui e da un quarto d’ora parla concitatamente al telefono con Silvia, un’altra mamma che dall’altra parte sarà più o meno nello stesso stato di preoccupato fermento genitoriale. Che poi è lo stesso stato di tutto il gruppo Whatsapp dei genitori, in realtà, che non a caso stanno organizzando a colpi di telefono una protesta nei confronti di suora Emilia. La strategia è decisa: bisogna caricare un po’ le cose, farle più grandi di quello che sono, così devono per forza dargli attenzione. Dopo Silvia, bisogna richiamare Simone, che magari nel frattempo ha parlato con suora Emilia, ma niente, Simone non risponde. Allora bisogna richiamare Silvia per dirle che no, con Simone non ci ha parlato.

In ogni caso, si è detto di vedersi oggi all’uscita della scuola per parlare subito con le suore, questa situazione così non può andare avanti.

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