La tecnologia ci rende davvero stupidi?

Comincio a scrivere questo post due giorni dopo aver iniziato a leggere un libro di Mandred Spitzer, “Demenza Digitale — Come la nuova tecnologia ci rende stupidi”, prestatomi da Francesco.

Provo a leggerlo senza pregiudizi, ma è impossibile visto che sono cresciuto con il computer e che ci lavoro quotidianamente almeno 8 ore al giorno

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Demenza Digitale

La copertina di “Demenza Digitale”[/caption]

Il buon Spitzer all’inizio è molto critico con l’uso nei computer nei primi anni di scuola, arrivando ad affermazioni provocatorie come:

“Si potrebbe anche affermare: il vino e la birra fanno parte della nostra società e della nostra cultura. Dobbiamo insegnare ai bambini fin dall’asilo un approccio critico nei loro confronti. Quindi vanno introdotti nelle scuole.”

Chiaramente è una provocazione, ma quanto dà fastidio per chi lavora tutto il giorno con un computer?

Non sappiamo più i numeri di telefono a memoria, non sappiamo leggere una cartina geografica, non sappiamo consultare un dizionario. Tanto fa tutto il computer. Meglio!, dico io.

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Una futura cameretta

Una futura cameretta[/caption]

Poi effettivamente, rifacendo la cameretta della piccola creaturina che fra poco amplierà la nostra famiglia, è evidente che il sapere che era, per esempio, di mio nonno, io non so nemmeno cosa sia. Dove è finito? Non so fare niente di ciò che per mio nonno era letteralmente pane quotidiano.

Quindi sì, questo Manfred Spitzer mi sta sul cazzo, però mi riservo di leggere tutto il libro e vedere dove vuole andare a parare prima di emettere la mia futile sentenza.

P.S. Più che altro questo post è una scusa per costringermi a scrivere la recensione una volta finito il libro, ecco.