Sono onesto, mi dispiace.

Per molto tempo mi sono detto che sarei dovuto tornare a scrivere, ma fino ad oggi non ci sono riuscito. E’ vero, se si vuole si trova il modo per fare tutto. Io forse non l’ho voluto, oppure non ho semplicemente avuto tempo. Perciò lo faccio adesso, lo faccio qui.

Come se il mio profilo mi rappresentasse a pieno, come se qualche lettore distratto possa realmente apprezzare. Lo scrivo qui come chi si dichiara in pubblico, regalo parole vere e tengo per me lo sporco. Tutto il resto lo conservo per quando non sarà il momento giusto.

La mia onestà non è mai stata una questione tra il successo e fallimento. Sarebbe stato semplice. Uno sceglie per istinto di sopravvivenza, e non per ragione di etica. Segui la convenienza. Ma io no.

Per me è sempre stata una questione tra me e tutte le mie proiezioni. Tutte le altre possibilità. Tutte le altre vite.

Però una vita è soltanto una vita, non un’altra. Per quanto si possa soffrire dobbiamo farcene una ragione. Quindi credo che alla fine conviene fare ciò che ti piace fare e vivere al massimo la vita che hai. Inutile mettere da parte la vita aggiungendo altre vite. Non sono le tue, non ci puoi fare niente. Lascia stare la storia dei destini. Ci sono cose che non si possono smettere, essere se stessi è una di queste.

Quindi torno alla realtà e prendo il mio smartphone in mano. Guardo la galleria di immagini e trovo un mio scatto casuale alla stazione. Vedo la striscia gialla e penso alla voce meccanica dell’altoparlante “non superare la linea gialla!”. Penso. L’ho superata mille volte la linea gialla, ma anche quando ho rischiato di cadere mi sono sempre spinto verso il lato sicuro del binario, tutte le sante volte.

Sono sul mio ennesimo treno.

Sono onesto, mi dispiace… ma se non lo fossimo sapete che noia?

Michele Simonti