In Math We Trust
Come combinare Aristocrazia e Democrazia

Ogni giorno ci affidiamo alla matematica, e alla sorella, la fisica.
Quando prendiamo una nave, un aereo, quando apriamo il frigorifero e, soprattutto, quando confidiamo i nostri pensieri e i nostri dati personali a computer e smartphone, ci stiamo affidando alla matematica. E’ lei che recapita correttamente i nostri messaggi, è lei che regola i flussi finanziari, è lei che ci consente l’accredito dello stipendio sul conto corrente.
Come quando passeggiamo in una sera di fine estate ci stiamo fidando di un sistema di regole che ci impedisce di essere rapinati e uccisi, così ci affidiamo alle app di banche e assicurazioni, parcheggi e shopping online.
In questi casi descritti, però, ci fidiamo della matematica solo in parte: perché, ad oggi, questi servizi sono garantiti dai cosiddetti “certificatori di terze parti”.
Tra noi e il venditore di Amazon, ad esempio, quando paghiamo, c’è un ente che certifica la validità della transazione (in questo caso addirittura due: Amazon stessa per il venditore, e l’emittente della nostra carta di credito per il pagamento in modo molto più stringente).
La transazione economica è garantita da procedure in mano a terzi, come la validità di un contratto è certificata da n soggetti diversi (gli avvocati che redigono un accordo tra privati, un notaio che certifica l’atto di proprietà di una casa, il presidente di seggio che garantisce il corretto svolgimento di un voto elettorale).
Ma gli uomini, contrariamente alla matematica, sono intrinsecamente deboli. Sono soggetti a bias (distorsioni nel ragionamento), tendono a colludere per raggiungere obiettivi personali, dipendono dal sistema di incentivi, sono incoerenti.
Un esempio su tutti, lo scandalo del Libor. (Senza poi citare le difficoltà di far valere un contratto tra privati in un tribunale italiano).
I regolatori, classe politica, economica e burocratica, non sono esseri che provengono da altre galassie (contrariamente a quanto pensando i fan dei rettiliani).
La matematica, invece, è intrinsecamente coerente. E’ affidabile, a medesimi input produce gli stessi output, soprattutto se le funzioni che vengono applicate sono pubblicamente verificabili.
E’ matematica quello che sta alla base di ciò di cui parliamo in questo blog: matematica è la blockchain, matematica ciò che regola i sistemi di cifratura asimmetrici è con la matematica, e la fisica, che abbiamo sconfitto i nazisti.
Usare una blockchain per una transazione economica (bitcoin e simili) o per un accordo tra privati (smart contract) significa affidarsi alla matematica invece che a un regolatore di terze parti.
Significa rendere i processi più efficienti (serve meno tempo), più affidabili (le funzioni sottostanti la blockchain, essendo codice open source, sono verificabili da chiunque abbia le competenze), più sicuri (il sistema di cifratura che cripta ogni dato è straordinariamente forte).
Non potremmo, direte, fidarci dei sistemi di cifratura che adottano i regolatori di terze parti? Potremmo, certamente. Ma se le chiavi le possiedono questi stessi regolatori, siamo punto e a capo.
Faccio un esempio: WhatsApp ha introdotto la cifratura end-to-end, da un capo all’altro della conversazione. Da quel giorno, post scandalo Prism e la NSA spiona, ci siamo sentiti tutti più sicuri. Finalmente il sistema di messaggistica più diffuso nel mondo adottava un modo per proteggere i nostri dati.
Ma andate a vedere le impostazioni: i messaggi archiviati in cloud non vengono cifrati (la questione, credo sia meramente economica: costa troppo in termini computazionali, grazie Mark). Ma allora, della cifratura, onestamente non me ne faccio nulla.
E quand’anche fossero cifrati in cloud, Whatsapp stessa, possedendo la chiave, potrebbe rivelare i nostri dati anche senza farcelo sapere, ad esempio ad NSA o FBI (privandoci, come è già successo, di uno dei cardini del giusto processo di giustizia, l’informazione di garanzia per l’eventuale imputato).
Con la blockchain, grazie ad alcuni fattori quali il peer-to-peer, la pubblicità del codice con cui si cifrano le informazioni, la proof-of-work per cui un dato per essere considerato valido deve essere coerente con quello della maggioranza delle macchine che fanno parte della rete, possiamo affidarci squisitamente alla matematica.
La matematica è allo stesso tempo aristocratica e democratica: la capiscono realmente sono i migliori, ma i risultati possono essere fruiti da tutti. Il risultato di un processo matematico creato e impostato dagli esperti può essere goduto da chiunque.
La matematica elimina le differenze, risolve le distorsioni. Nel casi specifici sui quali può essere applicata (non la sto proponendo come panacea di tutti i mali, ma come strumento ormai indispensabile per affrontarne qualcuno tra i peggiori) mima la natura: sceglie l’efficienza e l’efficacia e, contrariamente alla natura, non si deteriora: resta valida, solida, ripetibile all’infinito.
Certo, siamo sempre spaventati da ciò che non capiamo. Onestamente, da non tecnico, capisco pochissimo dei meccanismi profondi che regolano i sistemi di cifratura (ma capisco pochissimo anche di finanza avanzata, di ingegneria aerospaziale, anche se vogliamo di banale elettronica: ma continuo a usare il conto corrente, continuo a volare con Ryan Air, continuo a fidarmi del frigorifero) eppure mi fido del codice aperto, mi fido del consenso degli esperti, mi fido dei tanti e pubblici e non dei pochi e celati.
Credo nella matematica e nella democrazia, e questo spazio vuole diventare il luogo dove poter urlare che grazie alla matematica ci riapproprieremo della democrazia stessa, migliorandone alcuni difetti.
Ne parleremo: parleremo di contratti, di voto elettronico, di finanza trasparente. Parleremo di qualcosa che rivolterà la realtà come un calzino, anche se ci impiegherà un po’ di tempo. Perché la blockchain investirà i governi e i loro segreti, quelli giusti e quelli sbagliati, e produrrà un qualche tipo di risultato profondo (qualcuno, che giudico parzialmente negativo, lo ha già raggiunto: ha consentito di capire, con Silk Road, che se offriamo un perfetto mercato anonimo ci si scambieranno le cose proibite, ha consentito a Wikileaks di essere finanziata quando nessuno degli intermediari voleva inimicarsi il Governo USA).
