Qui ed ora è un concetto che non ho sentito mai profondamente mio.

Qui ed ora mi dà un senso di superficialità, di provvisorio, di miseramente fragile.

Eppure è tutta lì la vita, in quei minuti, ore, giorni che scorrono ritmicamente, in quel battito di orologio che nemmeno le batterie scariche riescono a fermare.

Si è fermato più volte il mio orologio. Ho sostituito più volte le batterie prendendole in prestito. Già scariche, già sfruttate. Deboli.

Mi sono rialzata sempre con un’energia indolenzita, mossa più che altro da un sentimento di rivalsa, sentendomi costantemente fuori tempo, inadeguata, fuori misura.

Sono in ritardo. Sono costantemente in ritardo.

E con lucidità devo comprendere che parte di quel ritardo io non riesco a colmarlo, con tutta la buona volontà possibile. Fa parte di me. E’ la mia natura. E’ il mio essere infinitamente e nobilmente complesso.

Quel ritardo devo farmelo amico. Devo farlo camminare con me. Devo farlo diventare esperienza. Devo formattarlo su un foglio di word, devo imprimerlo nella mia stretta di mano, devo pronunciarlo con le labbra all’insù.

Devo farlo diventare competenza. Una nuova, sorprendente,fertile competenza trasversale.

E’ riflessione.
E’ adattamento.
E’ immaginazione.
E’ ascolto.
E’ curiosità
E’ creazione.

Qui ed ora sarò sempre in ritardo.

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