Incolpare la finanza per spostare voti, prendendosi gioco degli elettori

Perché è sempre più urgente introdurre un reato di “informazione fraudolenta dolosa”

Venerdì, subito dopo pranzo, ricevo un messaggio da un carissimo amico che spesso a livello politico è ideologicamente contrapposto a me, pur appartenendo entrambi a quello che si potrebbe considerare il centro-sinistra (a livello ideologico, separiamoci dal significato che ha assunto a livello italiano). Nel messaggio mi scrive: “Con simpatia mi sei venuto in mente 🙈”, linkandomi un servizio di La7 diffuso nazionalmente durante il programma televisivo “La gabbia”.

Post Facebook condiviso da La7 relativo al servizio di cui si parla nell’articolo

Aperto diffidente il video, mi rendo subito conto che la diffidenza era più che giustificata per la dolosità aberrante delle informazioni contenute nello stesso. Il giorno successivo, ieri (26 Novembre n.d.r), viene postato sulla pagina Facebook di La7 e, dopo un’accesa discussione, ho deciso di scrivere questo articolo per chiarire un paio di punti.

Il servizio, diretto da un uomo incappucciato chiamato Nessuno (realmente vogliamo fidarci di personaggi che nascondono il viso?), apre parlando della fantomatica “Finanza Internazionale” che a suo avviso, dopo la vittoria di Brexit e Trump, teme terribilmente la vittoria del No al referendum costituzionale del 4 Dicembre. Già qui è obbligatorio fermarsi e dire due parole. Come prima cosa mi chiedo cosa possa significare “Finanza Internazionale”: si parla di Banche d’affari? Di Banche centrali? Di fondi di investimento? Di “speculatori”? Di multinazionali? La realtà è che il termine finanza internazionale, letteralmente buttato a caso in un servizio, non contiene il minimo significato se non l’utilità di aizzare il popolo contro un capro espiatorio non ben definito del quale non si resce ad identificare una forma se non la stessa colpa attribuitagli.

Quale capro espiatorio può essere più comodo di uno non definibile ma che raggruppa tutto ciò che le persone immaginano come “marcio”?

Continuando sul filone della stessa dichiarazione non posso che notare quanto gli indici borsistici statunitensi si siano alzati dalla vittoria di Trump alle elezioni dell’8 Novembre scorso.

S&P500 e Dow Jones, dati Yahoo Finance — MSN Money, basta cercare uno dei due nomi su google.com
Entrambi gli indici sono attualmente ai massimi storici

Trump è la tesi di quanto dare informazioni fraudolente e apparentemente contro il sistema sia utile per guadagnarsi anche la carica più importante a livello mondiale, chissenefrega poi se il tuo programma in realtà include l’abolizione del Dodd-Frank Act, legge scritta appositamente per limitare il “potere bancario” come è bello chiamarlo in Italia. Già questi grafici smentiscono il fatto che la fantomatica “Finanza internazionale” sia stata distrutta da Trump. Già qui il servizio mente spudoratamente. In questo articolo sorvolo il discorso di Brexit, troppo lungo e complesso da affrontare qui.

Non è importante quello che si fa, è importante solo quello che si dice. Se quello che fai è contrapposto a ciò che dici non frega niente a nessuno, l’importante è la bella faccia contro il sistema.

Il servizio prosegue parlando di minacce e ricatti da parte della FI (d’ora in poi chiamerò FI la finanza internazionale per motivi di scorrevolezza). Questa affermazione, che include nella FI anche il giornalismo finanziario (ma realmente?), giudica minacce e ricatti il notare che la vittoria del No politicizzato contro il governo (sia da parte dell’opposizione che del Governo stesso), possa portare con sé una disintegrazione dell’attuale esecutivo con futura vittoria del Movimento5Stelle che, senza la parvenza di una minima conoscenza economica, stralcia i manuali di economia e mette insieme differenti teorie per sostenere ciò che sembra tornare più comodo politicamente. La vittoria del No, per l’impostazione attuale, è realmente un rischio per l’Europa e per l’Euro e non si capisce perché un giornale finanziario non debba parlare di questi rischi, non è forse il compito di un giornale finanziario?

Beh certo, la finanza è malvagia e si deve zittirla, i gruppi populisti di facebook invece il diritto di sparare baggianate lo devono mantenere!!!1!!111! Informiamoci “liberamente” su Club Luigi di Maio!!!1!

La vittoria di M5S, aldilà dei discorsi retorici, quasi certamente sarebbe sconvolgente non solo per i mercati ma soprattutto per l’economia reale italiana. Se qualsiasi persona con un minimo di conoscenza economica avesse il coraggio di avventurarsi nei discorsi dei parlamentari M5S noterebbe subito la mancanza di una teoria di base, come se tutte le cose si potessero tagliare ed incollare facendole stare in piedi con la magia del Blog. Per quanto riguarda l’istituzione di un governo tecnico non ci vedo nulla di strano: il Governo Renzi è chiaramente al potere per “fare le riforme necessarie”, se non può fare alcuna riforma e non si torna al voto (con quale legge elettorale?) non sembrano esistere molte altre strade.

Il discorso continua sulle agenzie di rating ossia S&P, Moody’s e Fitch. Un’agenzia di rating ha il compito di valutare la stabilità di un’entità economica sulla quale si può investire in obbligazioni/azioni, sia essa un’azienda quotata o un paese, analizzando la situazione attuale a livello di bilancio e la previsione futura in base agli investimenti ed alle riforme proposte. Pur riconoscendo che le agenzie di rating hanno avuto un ruolo centrale nella crisi economica a causa della loro collusione con determinate aziende non si può non notare che il Bilancio Italiano sia tutt’altro che florido e che siano necessari dei cambiamenti sostanziali di rotta rispetto al periodo precedente.

Bilancio dello Stato Italiano, anno 2014, fonte Banca d’Italia Rel. 2014

A questo punto sono doverose due parole sulla situazione economica attuale. Come si può notare dal bilancio dello Stato Italiano nell’immagine precedente le entrate del 2014 sarebbero state maggiori delle uscite, ottenendo un saldo primario di 26.2 miliardi di Euro. Il problema è che oltre alle uscite dell’anno in questione si deve tener conto degli interessi sul debito contratto negli anni precedenti, interessi che ammontanto a 75.2 miliardi di euro. La questione è piuttosto semplice: nel 2014 il 4,7% del nostro PIL se ne è andato pagando i debiti contratti da chi ci ha governato in periodi di stabilità economica indebitandosi a spese dei successori, quindi a nome di noi ventenni attuali e di chi verrà dopo di noi.

Non sembra particolarmente complesso a questo punto, anche a chi non è un addetto ai lavori, comprendere che le agenzie di rating non stanno facendo altro che rilevare la nostra incapacità diaffrontare il debito pubblico pregresso. Il fatto che le agenzie di rating, tutte americane, siano più dure con noi che con gli stessi States è un altro discorso che esula dalla nostra dimostrata incapacità di prenderci delle responsabilità e rispettarle. Anche in questo caso, per non usare eufemismi — tanto il politically correct lo si vuole abolire no? — non è la finanza a dimostrarsi tiranna ma più noi ad essere stati dei perfetti idioti incompetenti fino ad oggi. Una crisi di governo porta ad incapacità di reagire, l’incapacità di reagire porta a una maggior possibilità di non riuscire a pagare i debiti, il rischio aumenta di conseguenza e per diretto effetto l’Italia viene declassata.

Easy peasy.

“Nessuno” continua lo sproloquio citando l’ormai ultra citato, quasi sempre a sproposito, paper redatto da JP Morgan nel 2013 intitolato “The Euro area adjustment: about halfway there”. Questo paper, che invito tutti a leggere, descrive la situazione economica europea e a che punto le riforme siano arrivate/puntino ad arrivare. La parte incriminata relativamente al referendum costituzionale è la seguente:

The political systems in the periphery were established in the aftermath of dictatorship, and were defined by that experience. Constitutions tend to show a strong socialist influence, reflecting the political strength that left wing parties gained after the defeat of fascism. Political systems around the periphery typically display several of the following features: weak executives; weak central states relative to regions; constitutional protection of labor rights; consensus building systems which foster political clientalism; and the right to protest if unwelcome changes are made to the political status quo. The shortcomings of this political legacy have been revealed by the crisis. Countries around the periphery have only been partially successful in producing fiscal and economic reform agendas, with governments constrained by constitutions (Portugal), powerful regions (Spain), and the rise of populist parties (Italy and Greece).

Per chi non conoscesse l’inglese o non avesse voglia di tradurlo cerco di riassumerne il senso: i sistemi politici delle periferie europee sono stati creati dopo il crollo dei relativi regimi autoritari e tendono ad avere degli esecutivi (governi) deboli nelle decisioni, uno stato centrale debole rispetto le regioni (che possono contrapporsi allo stato negando allo stesso il suo stesso compito), protezione costituzionale dei diritti dei lavoratori e sistemi di costruzione del consenso che favoriscono clientelismi politici (in Italia questo punto lo abbiamo sperimentato molto bene). Il paper in alcun modo dice che i diritti dei lavoratori debbano essere aboliti, descrive semplicemente lo stato dell’arte dei governi sudeuropei e dubito che qualcuno possa obiettare che la crisi economica non abbia reso evidenti quanto i governi siano incapaci di provvedere a reagire alle stesse.

Ragazzi, qui stiamo parlando di economia, ma ricordo a tutti che le unioni civili le abbiamo raggiunte, con mille compromessi, solo nel 2016. Nel 2016. Non facciamo finta che il sistema legislativo italiano sia ottimo e che ci permetta di essere civili e all’avanguardia.

Nessuna banca ha detto di ridurre i diritti dei lavoratori, al limite possiamo tutti quanti notare che il mercato del lavoro attuale non sia lo stesso di una volta e che aldilà delle leggi che decidiamo di adottare nessun lavoratore potrà più sedersi in un ufficio a 19 anni sperando di fare lo stesso lavoro fino a 60 anni. Il problema non è né economico né legislativo, è la società stessa che è mutata. “Nessuno” mente quando dice che “la FI vuole riscrivere le regole del mercato del lavoro per ridurre i cittadini europei ad un esercito di schiavi sottopagati”, sarebbe più sincero se dicesse “abbiamo fatto finta di poterci permettere più di quanto potessimo per trent’anni, ora voi giovani farete gli schiavi per ripagare i debiti del nostro benessere passato”. Trovo allucinante che “Nessuno” presegua dicendo che “la FI richiede una riduzione del debito”: ha presente a quanto ammonti il debito italiano e che, a meno di riforme strutturali serie, non riusciremo mai a saldarne nemmeno la metà? Se vogliamo prendercela con qualcuno prendiamocela con la finanza e soprattutto la politica passata, la stessa che sosteneva che l’indebitamento progressivo tendente ad infinito fosse totalmente sostenibile (qui si apre il discorso sull’inflazione, possibile o meno in base allla permanenza nell’Euro o al ritorno alla Lira, anche in caso della seconda ipotesi il saldo del debito pubblico sarebbe tutt’altro che inoffensivo per la nostra vita normale).

Punto finale: le privatizzazioni. Nel servizio viene mostrato un video che inquadra Lorenzo Codogno mentre dice che le utilities (energia, acqua, ecc..) sono delle risorse che non si possono sfruttare perché sono in mano ai comuni ed alle regioni e che per utilizzarle le si dovrebbe espropriare. Personalmente non conosco Lorenzo Codogno ma il fatto che lo Stato non possa utilizzare uniformemente le utilities mi sembra una cosa più che altro realista. Sono contrario alla privatizzazione dell’acqua ed infatti avrei votato così al referendum di luglio 2011 se fossi stato maggiorenne ma non vedo come un’informazione estrapolata da un discorso più amplio possa essere intestabile a qualcosa che il pubblico percepisce come “rubare l’acqua al popolo”. Se Codogno con “espropriare i comuni e le regioni” intendesse che i beni pubblici debbano essere centralizzati ma restare pubblici per avere una gestione più organica non ci troverei nulla di così pazzesco. Ripeto, non so il senso che volesse dare Codogno al discorso ma:

È sempre molto bello tagliare i discorsi per poter guidare il voto, si potrebbero tagliare anche i discorsi di un PCI e farli diventare di un perfetto fascista.

Credo possa risultare piuttosto chiaro che l’utilizzo di informazioni tecniche e poco comprensibili col fine di aizzare un popolo contro un capro espiatorio non ben definito dovrebbe essere perseguibile: se tutti gli spettatori del servizio avessero avuto delle competenze economiche si sarebbero sbellicati dalla risate considerandolo un qualcosa di satirico piuttosto che di serio. L’effetto del servizio invece è stato quello di aumentare l’odio e convincere chi ignora cosa la finanza effettivamente sia a votare No contro di lei. Come se non si parlasse di Costituzione, come se si votasse contro l’Uomo nero della Finanza Internazionale.

Il servizio di “Nessuno” termina con queste parole:

“Quando vi dicono che bisogna riformare il paese per far crescere l’economia vi stanno prendendo in giro. La finanza tifa sì perché vuole fare shopping e vuole che l’italia si trasformi in un gigantesco outlet. Fidatevi di Nessuno”.

Io di Nessuno non mi fido. Io decido di studiare e di fare fact-checking serio usando il cervello.

Fatelo anche voi, emancipate la vostra mente e cercate la verità, non cercare cibo già masticato. Soprattutto se a masticarlo sembra essere stato “nessuno”.


NB: con questo articolo non voglio esulare il sistema finanziario internazionale dalle sue enormi colpe rispetto le persone nel periodo post crisi, non voglio negare che queste colpe esistano e che il sistema economico sia in gran parte da riformare. Credo però che una vera riforma la si debba fare studiando e cercando di capire come le cose debbano effettivamente andare. Le colpe sono già tante, quelle commesse inconsciamente quanto quelle commesse dolosamente. Non inventiamone altre: concentriamoci su quelle vere ed impegnamoci nel migliorare il sistema!