Libertarismo, garantismo o stupidità? La mia verità sul Congresso +Europa

Tanti giovani competenti ed appassionati con grande forza di volontà. Come convivere con libbberali contro libertà di coscienza ed onestà intellettuale? Tra passione e amarezza, ecco cosa rimane dei tre giorni al Marriott Hotel

Io (a sinistra) con gli amici di +Europa Trento mentre attendiamo i risultati

A tre giorni dal termine del primo congresso di +Europa, dopo un minimo di silenzio dovuto nel quale ho cercato di riflettere ed osservare le reazioni di persone e giornali, credo sia necessario aprire una grande riflessione su quali siano obiettivi e direzione di questo progetto. Un po’ perché è stata raccontata solo una parte, quella peggiore, un po’ perché nemmeno quella parte è stata affrontata a dovere.

Diamo innazitutto risposta ad una prima domanda base. Come mi sento?

Sinceramente mi sento ferito, amareggiato e pure sfruttato. Mi sento così perché, lo dico francamente, il congresso è stato una cosa meravigliosa, molto meglio di quanto mi aspettassi, e vedere una conclusione simile non può che lasciarmi con questi sentimenti.

Conscio dell’impossibilità di riassumere in poche righe tutto quello che penso, cerco di fare un riassunto abbastanza logico da risultare leggibile.

Premetto inoltre una cosa a chi non mi conosce: la poca immagine che mi sono creato in questi anni deriva pressoché unicamente dal mio essere indipendente e super partes. Ho fatto la tessera di +Europa perché vedo il partito come unico possibile alveo di buona politica e l’ultima mia intenzione è quella di spendere forze ed energie a lottare contri i mulini a vento interni al suo apparato. Premetto inoltre che ho votato Cappato, basandomi su quello in cui credo e su cosa penso possa creare un clima di crescita. Non ero in nessuna lista, non provengo da alcuna delle anime costituenti (Radicali Italiani, Forza Europa, Centro Democratico) e tutto ciò che segue è unicamente frutto di una mia analisi.

Il congresso è stato una cosa meravigliosa, molto meglio di quanto mi aspettassi

Il terreno fertile di +Europa

Partiamo innanzitutto dalle cose belle. Quando ho deciso di partecipare a questo congresso non avevo chissà quali aspettative. La mia speranza era quella di trovare un clima di condivisione e discussione, al contempo però mi aspettavo aspri dibattiti su vari temi, soprattutto quelli riguardanti le varie logiche pregresse derivate dall’unione di differenti soggetti politici.

Ho trovato molto di più.

I tre giorni al Marriott Hotel mi hanno offerto l’opportunità di conoscere decine e decine di persone squisite, provenienti da tutti i fronti. Ho parlato, a volte discusso, sia con Radicali che con provenienti da Forza Europa, trovando sempre individui con una voglia incredibile di contribuire alla nascita e crescita di un soggetto comune. Domenica, finita la presentazione delle liste, ero sicuro di una cosa: chiunque avesse vinto si sarebbe trovato tra le mani un gruppo volenteroso, pieno di forza e di competenze, voglioso di collaborare e disponibile a farlo con qualsiasi candidato fosse risultato segretario.

Questo weekend mi ha permesso inoltre di incontrare svariati amici e conoscenti del web.

Io ed alcuni amici del Comitato Ventotene mentre importuniamo Antonella Soldo
Il Comitato Ventotene è e sarà l’Europa che ama.

Ho finalmente conosciuto alcuni membri del Comitato Ventotene, associazione culturale europeista di cui faccio parte da circa un annetto. “Europa, Hashish, Laissez-faire”: lo slogan dell’associazione, volutamente provocatorio, non solo rappresenta ciò a cui i membri tengono, ma proprio un modo di fare politica. Il Comitato Ventotene è e sarà l’Europa che ama. Un luogo, spesso virtuale, dove confrontarsi con persone più o meno giovani che sanno relazionarsi e discutere tra scambi di idee e puro shitposting.

L’amico Verzelli, del CV, legge il discorso di +Europa Shitposting, venendo contemporaneamente shitpostato

Sì, a proposito di shitposting, come non citare la fantastica lista nata da persone che ho conosciuto nella community del Comitato e che non ho potuto non sottoscrivere?
+Europa Shitposting è stato uno dei vari pregi di questo congresso: con un mix di satira, cinismo e sarcasmo è riuscita a portare temi importantissimi ad un tavolo che non li ha precedentemente considerati. Non solo l’urgenza di utilizzare i nuovi media per attrarre consenso e per generare entusiasmo ma anche e soprattutto la necessità di:

  • concentrarsi sui temi e non sui tecnicismi: vi cito direttamente parte del testo del discorso fatto al Congresso: “[…] possiamo finalmente concentrarci a parlare agli italiani europei di Libertà, di Giustizia, di Nuovo, di Bello e di Amore. Di Amore! Basta parlare di statuti, congressi, firme, piattaforme, ché non interessano a nessuno né qui dentro né soprattutto là fuori.”
    Loro hanno capito benissimo il punto che ai grandi capi, invece, come vedremo tra poco è completamente sfuggito.
  • l’importanza dell’autoironia: ovvero saper ridere di sé stessi con intelligenza, autocritica e voglia di migliorarsi.

Visto che il programma era particolarmente allettante vi consiglio la lettura al sito www.piueuropamenofi.ga
Un po’ un peccato, ma anche punto di forza, che la lista si sia ritirata dalla gara congressuale come ultimo atto di profondo attaccamento alla Libertà.

Altra iniziativa encomiabile sia per l’entusiasmo che per il tema è stato il neocostituito Più EuropAlpi — Gruppo tematico della Montagna. Questa comitiva di persone unitasi, grazie (anche) agli sforzi di Stefano Morcelli, per lavorare alla politica delle comunità locali montane, sia per valorizzarle che per riportare spunti utili e necessari alla politica nazionale, non può che incassare il mio elogio da Trentino conscio di quanto l’autonomia e l’autogestione possano portare ottimi esempi da diffondere in tutti i territori.

Potrei proseguire a lungo: la pazzesca Elisa Serafini, divulgatrice economica, Costantino De Blasi, che vi consiglio vivamente di seguire sui social e nelle chiacchierate con Michele Boldrin, Francesco Saltarin, coordinatore di +Europa Trieste, Leonardo Veneziani, tesoriere di +Europa Milano e molti, moltissimi altri.

La morale qui è abbastanza semplice: il terreno di Più Europa è molto fertile, ci sono tantissimi ragazzi e una moltitudine di persone con le più disparate competenze che hanno una voglia letteralmente assurda di fare qualcosa per cambiare la politica di questo paese.

Peccato dover passare alla seconda parte.

+Pullman con Bruno Tabacci

Partito nuovo, metodi vecchi: +Eu come la DC

Durante il congresso ci si è spesso lamentati della bassa copertura da parte della stampa nazionale. Più che frignare sarebbe stato utile chiedersi come guadagnare visibilità, come farsi notare. La risposta è arrivata grazie a Br1 Tabacci: con una valangata di merda. Per capire però come si è arrivati a trasformare lo shitposting in shitblast è utile ricapitolare come sono andati interventi e votazioni.

Più che frignare sarebbe stato utile chiedersi come guadagnare visibilità, come farsi notare. La risposta è arrivata grazie a Br1 Tabacci: con una valangata di merda.

Partiamo da un punto fondamentale: l’organizzazione. Il Congresso è stato per moltissimi la prima esperienza di votazione democratica interna con numeri che superano il centinaio di iscritti. Molte sono state le problematiche pre congresso. Quella che ha fatto più scalpore è forse stata la Radaelli che propone una lista sovranista senza essere cacciata, salvo poi doversene uscire essendo stata così disattenta da provare a scalare un partito comprando 200 tessere -compresa la propria e quella del proprio capolista- tramite un’unica fonte di pagamento.

Peccato che lo stesso trattamento per le 300 tessere fatte da Tabacci non ci sia stato: se lo fa chi ti sta antipatico va radiato, se lo fa l’amico che sostieni va bene così.
Gli iscritti al partito, infatti, sono lievitati più del panettone. Ma le 200 tessere del nemico sono state cacciate, mentre gli iscritti improvvisi provenienti da zone dove Più Europa ha percentuali di dimensioni atomiche vanno benissimo e sono legittimi.

Non da meno i problemi logistici di un sabato che vede cominciare le attività alle 9 di mattina e proseguire oltre la mezzanotte, mettendo in votazione le mozioni articolo per articolo alle 21 con una modalità molto semplice: voto per sfinimento. Perché sì, siamo sinceri, dopo una certa ora noi votanti nemmeno stavamo capendo cosa fosse messo a voto, tant’è che verso le 23 io me ne sono andato perché non mi sentivo più in grado di decidere alcunché. Nel voto delle mozioni, tra l’altro, ci sono stati momenti in cui vi era un solo intervento a favore di una mozione a fronte di tre interventi contro. Non proprio una discussione “alla pari”, permessa però dalla presidenza in quanto chi interveniva si appellava a finte mozioni d’ordine o al “spiego la mia astensione”, come se astenersi non fosse lasciare l’articolo così com’è senza far passare la mozione.

Tra una cosa e l’altra ora ci si ritrova con uno statuto ibrido

Un minuto ad intervento poi gong e, come direbbe Cruciani, VIA IL MICROFONOH. A meno che tu non sia Emma Bonino: in tal caso puoi parlare quanto vuoi. Le regole che valgono una volta sì e una no a me non piacciono, e credo siano contro i principi sia della parte libbberale che di quella radicale. Invece, a quanto pare, c’è a chi piace applicarle in base alle simpatie.
Tra una cosa e l’altra ora ci si ritrova con uno statuto ibrido, a metà tra la visione di Cappato e quella di Della Vedova. Un partito europeo, ma che guarda in primis al nazionale, un partito che federa gruppi dove però il maggior esponente al congresso ha chiesto lo scioglimento degli stessi. La cosa fa un po’ ridere ma può effettivamente risultare un’opportunità.

Detto ciò, per misurare qualitativamente come si poneva l’assemblea nei confronti dei candidati si può usare un metodo brutale quanto affidabile: l’applausometro. Possiamo raccontarci quanto vogliamo che, ovviamente, questo metodo sia piuttosto stupido, ma se vedo Cappato applaudito, Fusacchia applaudito, Della Vedova applaudito e Tabacci non solo non applaudito ma talvolta pure fischiato, quando poi a votazioni concluse vedo la lista Tabacci arrivare prima io qualche domanda me la pongo.

Per misurare qualitativamente come si poneva l’assemblea nei confronti dei candidati si può usare un metodo brutale quanto affidabile: l’applausometro.

Proviamo a prodigarci in una sommaria quanto stupida analisi. Quantitativamente i numeri finali sono quelli della seguente tabella, disponibile sul sito piueuropa.eu.

Fonte: sito piueuropa.eu

Due grafici veloci, questa è la situazione:

Analisi: Michele Sordo

Facendo un po’ di raggruppamenti molto spicci, visto che il voto era disgiunto e non tutte le liste avevano un candidato segretario, otteniamo questo:

Analisi: Michele Sordo

Come vediamo la lista più votata è stata quella di Bruno Tabacci ed ha conferito una vittoria schiacciante a Benedetto Della Vedova.

Proviamo ad isolare la situazione di voto togliendo integralmente i voti di “Stiamo uniti in Europa”. Ovviamente è ridicolo pensare che Br1 non avrebbe raccolto nemmeno un voto, come pensare che tutti i votanti portati in bus abbiano votato la sua lista e non li abbiano dispersi puntando al segretario: la cosa è fatta per mera semplicità esplicativa.

Analisi: Michele Sordo

Come il grafico chiarisce, se effettivamente i voti di Tabacci fossero stati portati in massa da persone esterne a quello che è +Europa la situazione sarebbe ben diversa. Non tanto, magari, su quello che sarebbe risultato il segretario, piuttosto su quelli che sono gli equilibri interni all’assemblea.

Ricordiamoci, infatti, che a Milano +Europa non ha potuto raccogliere le firme per l’eutanasia usando il suo simbolo proprio perché Tabacci ha messo il veto su quella che è una delle sue riserve di voti.

Morale della favola: era davvero necessario?

A me poco interessa stare qui a contare le teste e domandarsi se, senza i pullman di Tabacci (che ha pure rivendicato), Benedetto Della Vedova avrebbe vinto comunque.

Come dicevo prima io una tessera di partito non l’avevo mai fatta, e la scelta di non farla dipendeva da una semplice questione di principio visto che ho sempre visto mancare le fondamenta per poter collaborare veramente con un qualsiasi soggetto precedentemente presente.

La mia domanda è semplicissima: caro Benedetto, ne valeva la pena? Ti sei sentito in pericolo di perdere il possesso di un partito con un futuro e ti sei rifugiato nei giochettini da prima repubblica come un politico qualsiasi?
La mia idea è elementare: ad un congresso prendi i partecipanti al partito e li lasci democraticamente decidere chi più li rappresenta. Se ti senti in pericolo di un’alleanza Cappato-Fusacchia che ti avrebbe soffiato le redini di +Europa semplicemente fai campagna elettorale, non certo i tramacci nelle stanzette buie atti a fare tessere farlocche pagando viaggetti in cambio di voti.

La mia domanda è semplicissima: caro Benedetto, ne valeva la pena?

Vi siete lamentati dei media in silenzio e avete regalato loro lo scandalo che aspettavano.

Dove cazzo è il vostro libbbbbberale che tenete così tanto a misurare più volte al giorno? Dove cazzo è l’onestà intellettuale di chi viene a votare ad un congresso di un partito che non conosce, solo per vedersi il duomo di Milano? Se l’atteggiamento è questo chi ne ha preso parte merita veramente un governo di merda, un esecutivo di cialtroni che non perdono occasione per cagare in gola a chi il giorno prima li ha votati in cambio di poco.

La colpa poi, miei cari liberali con 379 b in fila, è pure vostra.
Sì, non sentitevi assolti: se appoggiate un segretario che per comandare usa questi metodi tristi e autoritari degni del peggior Venezuela vi dovete render conto che vi siete fatti infinocchiare.
Questo vostro metodo completamente illiberale a me fa paura, mi mette timore proprio perché invece di schierarvi contro queste mafiate voi preferite prendervela con i media e con chi, come me, vi fa notare che forse c’è un problema ideologico di fondo. Non di numeri che legittimino l’uno o l’altro candidato, proprio di fondo. Di quel tanto nominato METODO.

Se appoggiate un segretario che per comandare usa questi metodi tristi e autoritari degni del peggior Venezuela vi dovete render conto che vi siete fatti infinocchiare.

Per contrastare questa materia organica anfibia evidentemente servono gesti forti.
Personalmente mi fa male vedere Sarah Meraviglia comunicare al neoeletto segretario che ha deciso di rinunciare a far parte dell’Assemblea di Più Europa.
Mi fa male ma merita un applauso. Perché chi ha ancora un minimo di onestà intellettuale ora deve reagire.

Con i vostri “adesso pedaliamo”, “smettetela di fare i rancorosi”, “basta piangere ora si lavora” io mi ci pulisco il deretano. Lo faccio per un motivo semplice: ogni vostra affermazione simile dimostra che non avete centrato minimamente il punto. Qui si parla delle fondamenta sulle quali costruire un partito, e se vedo che la logica è comprar voti stile DC con il risultato di avere un terzo d’assemblea da prima repubblica in un partito che dovrebbe rappresentare il nuovo io non ci sto e me ne tiro fuori.

Vi sieti definiti portatori di libertarismo, e pure di quello non avete capito un granché. In nome di un finto garantismo vi confinate nella stupidità. Perché essere garantisti significa considerare una persona non colpevole sino a giudizio, non negare di esser testimoni oculari delle famiglie che non sapevano dove si trovano e cercavano di ricordare chi era stato detto loro di votare. Non significa certamente fare finta che alcune schede che, a quanto si capisce, sono state trovate precompilate non fossero con le X su Della Vedova e Tabacci.

Ogni vostra affermazione simile dimostra che non avete centrato minimamente il punto.

Se i vertici del partito che spaziano da Della Vedova a Tabacci alla Bonino credono che come incipit per far crescere un partito dal nulla all’8% possa andare bene questa cazzata machiavelliana de “il fine giustifica i mezzi” per me non hanno capito nulla. Proprio il nulla più assoluto. Dimostrano di non aver compreso nemmeno Machiavelli.

Il mio invito è semplice: chiarite questo scempio perché chi come me stava prendendo parte a questo progetto mettendo a disposizione le proprie competenze, il proprio tempo già scarso e soprattutto senza ambire a poltrone oggi sta facendo un passo indietro.
Io voglio lavorare per cambiare questo paese, ma lo voglio fare senza buttare le mie forze in personalismi stupidi quanto il sovranismo che dovremmo combattere.
Io vado avanti, ma lo farò con chi mi dimostra che l’impegno non deriva dalla voglia di potere, tra l’altro dipingendo nero su bianco che pur di avere il potere si è disposti a condannarsi all’impotenza.

Sto valutando di autosospendermi finché questo scempio irrispettoso verso i propri elettori non verrà risolto.

Perché se partiamo così +Europa non solo non merita di arrivare all’8%: non merita nemmeno il 2% attuale.

Chi avrebbe pensato che la conclusione sarebbe stata proprio il nome della lista radiata dalla scalata al congresso?

Più europa sì, ma non così.