CARA ANNA, VIRTUALMENTE NON SI MUORE

Cara Anna Magagna, rifletto ancora sul nostro “clandestino” dialogo napoletano fronte Vesuvio, e su la tua idea del linguaggio d’artista che va oltre l’artista, oltre la sua storia, oltre la sua vita ed oltre il suo tempo.
Una cosa mi ha fatto molto riflettere del nostro dialogo, l’idea della fine della morte d’artista, intendendo la morte d’artista come la banalizzazione condivisa del suo lavoro ed il suo percorso d’arte e di vita, l’epopea della frasi fatte, cosa che sia io che te non approveremmo, ma purtroppo non si è padroni della propria vita e men che mai della propria morte.
La morte via web è glorificazione, beatificazione, mitizzazione, idealizzazione, comunanza, professione di fede, l’esatta negazione di ciò che è una vita di ricerca di senso e dedizione all’arte e le sue dinamiche.
Una cosa ho trovato geniale e gentile in un tuo ragionamento, astrazione e concettualizzazione pura.
Quella di non fare mai morire la ricerca ed il linguaggio di un artista via web.
Mi hai detto una cosa che ancora mi rimbomba nelle interiora, dove arriva il riverbero dei neuroni agitati dal cervello rettiliano mai rettilineo come e quanto si vorrebbe.
Hai suggerito che dovremmo comunicare ai nostri cari ed alle nostre mogli di non lasciarci mai morire, evitando di consegnare considerazioni su di noi al “nemico”.
Di non comunicare mai a nessuno la nostra morte (eventuale) e di continuare a gestire negli anni un presidio di comunicazione sull’arte simulando la nostra vita ridotta a linguaggio virtuale.
Tenere in vita artificiale il nostro tecnoinconscio, destinato a scomparire ed avere la peggio dinanzi sciacalli pronti a piangerti ed a battersi la mano sul petto nel nome della stima dichiarata per te (chi sa perché poi si aspetta sempre la morte).
Sarebbe meraviglioso e sarebbe l’affermazione del linguaggio su tutto, sarebbe un momento di verità rivelata attraverso la menzogna che ci salverebbe e condannerebbe gli altri a non piangerci, come è giusto che sia.
Guadagnare un like sulla morte altrui, dovrebbe essere negato dalla legge, la morte è naturalmente silenzio e suono di rumori e gesti altri che si sostituiscono naturalmente al tuo custodendone la memoria.
