“Fà ‘o scem’ ppé nù jé a vùerra”

Anna Magagna, ripenso a quel dialogo fitto dove abbiamo sparso una serie di suggestioni sulle quali ci sarebbe da riflettere non solo per una vita, ma per vite d’intere generazioni.
Tra i tanti link, abbiamo toccato un punto, quello della mediocrità diffusa (oggi diciamo di massa) che fa di tutto per ancorarti al suolo nel nome del “tu sei intelligente, non capisci?”.
Quasi come se ci fosse, un rapporto tra il Quoziente Intellettivo di un individuo e la sua costrizione a conformarsi alla massa.
Come se subire le stronzate dell’altro sia una forma d’intelligenza riconosciuta in questo secolo (a patto che questo comporti un interesse di “stato”), adesso mi chiedo è normale questo?
E’ normale adeguarsi e subire qualsiasi tipo di situazione “culturale” e comprenderla nel nome del “sei intelligente”?
Ma quando è avvenuta questa Rivoluzione silenziosa?
Da quando l’intelligenza si misura nella capacità di adeguarsi e di conformarsi all’altro?
Da quando il “quieto vivere” e la “tolleranza” sociale sono diventati “o con me o contro di me, se sei contro di me non sei intelligente”?
Siamo passati da un mondo dove forti della propria ignoranza (ed io mi sento un “ignorantone”) lavoravamo per evolverci, adesso nel nome della nostra intelligenza sembra sia diffusa la tendenza ad “involvere”.
Ragioniamo cercano le notizie sullo smartphone e sembriamo incapaci di costruire dei discorsi calibrati sulle nostre esigenze, quasi come se attraverso il desktop dello smartphone trovassimo il conforto necessario per nasconderci e non vedere quello che in realtà siamo, non mi è ben chiaro se non si parli più o se non si ascolti più o non si osservi più, di fatto siamo davanti ad una regressione del linguaggio e questo avviene per una ridondanza di comunicazione che autorizza tutti a dire e pensare di tutto (a patto che questo incontri gli umori della massa che possano attestare la tua intelligenza), in questo scenario meglio come si dice in Inghilterra “fà ‘o scem’ ppé nù jé a vùerra” (trad.meglio fare lo scemo per non andare in guerra).

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    Mimmo Domenico Di Caterino

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    Formatosi tra l’Accademia di Belle Arti di Napoli ed il Laboratorio Okkupato S.K.A., dal 2000 vive ed abita nel sud Sardegna dove ha sposato Barbara Ardau.