I neuroni di ricompensa dell’arte!

Il cervello è il Big Data di segnali luminosi e sonori, che arrivano dal mondo esterno e che tramuta in generatrice di significati, la realtà del mondo esterno; senza la rappresentazione linguistica dell’arte nulla avrebbe senso, questo è l’artista, la sintesi dell’esterno all’uomo che si stratifica nel tempo, un elemento d’ordine del caos!
Il lavoro di un artista, stratificato nella memoria, diviene un generatore di significanza indiscutibile .
Nel cervello ci sono quella sensibilità, e quel comportamento esplorativo, che costruiscono la rappresentazione del mondo attraverso il potere creativo!
87 miliardi di neuroni interconnessi tramite miliardi di contatti sinaptici, fanno il nostro linguaggio artistico dinamico-evolutivo.
La verità dei linguaggi dell’arte, è nei circuiti culturali costruiti nell’esperienza dell’individuo, i circuiti culturali sono l’accesso cosciente al significato e alla memoria.
L’efficacia di un linguaggio artistico, è la sintesi di molteplici connessioni cognitive ed emotive.
L’emozione corregge la regola, i linguaggi dell’arte non sono mai chiusi, sfuggono alla volontà degli stessi artisti che li generano, non ripiegano mai verso l’identitario e il comunitarismo militante.
I linguaggi dell’arte ci hanno fatto uomini, stimolando razionalmente e socialmente l’umano.
L’arte avvicina e sintetizza, le ideologie politiche allontanano.

I primi vertebrati, dall’origine, dispongono dei mezzi per valutare le conseguenze delle proprie azioni sul mondo, i “neuroni di ricompensa”, sono la “memoria genetica” dell’esperienza storica filogenetica degli antenati.
I neuroni di ricompensa sono neuroni di valutazione, che mettono da parte esperienza e liberano globalmente, sostanze neuromodulatrici, la dopamina, la serotina e l’aceltilcolina, evolutivamente questo ci ha condotto all’artefatto, all’autovalutazione e all’autoriflessione; a percorrere esperienze interiori verso memorie passate; questo muove l’artista e anche il suo collezionista!
