La User Experience funziona davvero! 
(Anche in uno scantinato)

Lo so, questo articolo ha un titolo un po’ strano e probabilmente non sarà molto “tecnico” come gli altri, ma ci tenevo molto a raccontare brevemente un’esperienza vissuta qualche anno fa che, secondo me, spiega cos’è la user experience e perché è fondamentale per un brand.

Era il 2015 e stavo cercando disperatamente, tra i vari impegni, di organizzare due semplici serate tra amici per festeggiare il mio compleanno. Per rendere le serate un po’ più divertenti avevo pensato di comprare delle piccole chitarre gonfiabili da usare come segnaposto.

Un’idea simpatica e apparentemente molto facile da realizzare. Peccato che quel genere di gadget si trova nei negozi solo nel periodo di Carnevale e oramai era già metà marzo. Inoltre, mancavano solo un paio di giorni alla festa quindi ordinare on-line e avere tutto in poco tempo era impossibile.

Nonostante tutto, non mi sono dato per vinto e ho iniziato a cercate nei negozi e nei supermercati più vicini a casa. Ho provato in un negozio, poi in un supermercato, poi ancora in un negozio, poi in un altro ancora. Niente. La chitarra gonfiabile era esaurita o addirittura non era mai stata venduta.

Non mi rimanevano molte possibilità. Ero ormai prossimo alla rassegnazione quando proprio in quel momento mi venne in mente un negozio di giocattoli del centro. Avevo un’ottima opinione di quel negozio perché ogni volta che cercavo qualcosa di particolare lì lo riuscivo a trovare. Per me quel posto aveva un che di unico, ma ciò che mi è capitato durante la ricerca della chitarra è stato qualcosa di veramente magico.

Era un venerdì sera e stavo tornando a casa dal lavoro. Decisi di fermarmi in centro a vedere se erano rimaste delle chitarre gonfiabili all’interno di quel negozio. Arrivai giusto qualche minuto prima della chiusura. “Tenete chitarre gonfiabili? Tipo quelle che si usano a Carnevale, per capirci” chiesi. Il proprietario con un sorriso mi disse che erano esaurite, ma forse ne era rimasta una in magazzino. Mi chiese di seguirlo. Dopo un paio di metri e una breve rampa di scale mi ritrovai sulla porta di una specie di scantinato.

Il signore aprì la porta e accese la luce. Stupore. In quel magazzino c’era una quantità di giocattoli da far invidia a un centro commerciale. Era come se avessero preso tutti i giocattoli dei bambini del mio quartiere e li avessero messi in una sola cantina. Il proprietario era entrato e stava cercando la chitarra gonfiabile. Io, ero rimasto qualche minuto senza parlare. Ero così distratto da quelle confezioni colorate che mi ero dimenticato persino del motivo per cui ero arrivato fino lì.

I miei occhi si muovevano velocemente tra un giocattolo e l’altro. C’erano un paio di camper delle Micro Machines, le macchine radiocomandate, alcuni videogiochi, un po’ di giocattoli rimasti invenduti da Carnevale. E poi bambole, set di pentole e altre cose che nemmeno riesco a ricordare. Tutto perfettamente imballato e ordinato.

Il proprietario mi stava parlando, probabilmente da un po’ di tempo, ma non me ne ero accorto. Passati alcuni minuti, il signore tornò indietro e mi disse che purtroppo non era rimasta neanche una chitarra gonfiabile.

Quel negozio rappresentava l’ultima speranza per trovare i gadget per le mie feste ed ero stanco per aver passato due giorni a girare Verona eppure ero soddisfatto. Ero così felice che ho parlato per giorni di quell’esperienza a tutte le persone che incontravo e anche ora, a distanza di un paio di anni, mi ritrovo a parlarne in questo articolo.

Per me è stato un momento davvero magico e la mia opinione su quel negozio non è cambiata anzi è addirittura migliorata tanto da consigliarlo a tutti come uno dei negozi di giocattoli migliori di Verona. Eppure ero uscito a mani vuote.

Conclusione

Rivedendo quella giornata a distanza di un paio di anni posso dire di aver provato una delle esperienze più belle che io abbia mai avuto all’interno di un negozio.

Probabilmente non era una user experience progettata nei minimi dettagli, era stata semplicemente frutto di un caso, ma l’effetto è stato assolutamente positivo.

La UX sia on-line che off-line ben fatta crea momenti piacevoli di interazione tra brand e persone. Questa è la sua vera forza. Riesce, inoltre, a fidelizzare gli utenti e, in molti casi, a evangelizzarli. Due attività importantissime (direi quasi fondamentali) per un marchio.