Treviso violenta: la democrazia è caos

Polemica a Treviso sulla giornata di Carnevale nella quale una donna è stata inseguita e costretta a rifugiarsi in un bar. Il Vice Sindaco incolpa la Questura perché era stata allertata ad una vigilanza speciale. La Questura oggi risponde che hanno mezzi e personale ridotti all’osso. La città sembra a rischio da violenza e degrado. Lo «Sceriffo» non commenta anche perché ha avuto in mano la Contea per decenni e fino a due anni fa. E non mi pare che l’attuale Sindaco Manildo trascuri il problema della sicurezza. A me pare che questo sia ancora «un paese per vecchi» parafrasando i fratelli Coen.

In un grande evento cittadino di un’ importante città del Nord, pur con tutta la mia solidarietà per la signora molestata, non mi pare una tragedia da tenere banco anche sulla stampa per 3 giorni. È vero che il crimine e il morboso vendono copie, ma Ca’ Sugana e la Polizia dovrebbe parlare di «evento fisiologico». Mi sorprende il Vice Sindaco per il fatto di non chiarire che «ordine e disciplina» sono prerogative uniche dei totalitarismi. Chi vuole il pugno di ferro può andare nella Corea del Ragazzo dove anche le squadre di calcio che giocano male rischiano la forca. O la rischia il militare al seguito del Ragazzo che abbozza un irriverente sorriso.

«Quando c’era lui» non accadevano queste cose, dicono i ragazzi di Forza Nuova che fanno la ronda notturna in difesa dei cittadini. «Quando c’era lui» mica seguivano le donne al bar, ma ci ha infilato in guerre e in una guerra mondiale non solo perse, ma con centinaia di migliaia di morti.

L’Unione Sovietica nel ’56 e nel ’68 ha mandato i Carri e senza tanto discutere. Nella Praga comunista quando sono uscito alla frontiera ero molto preoccupato per non aver dichiarato all’ambasciata che avevo cambiato, per motivi di igiene, albergo. Una donna sui 50 con un petto pieno di medaglie credo sia stata 2 ore al telefono col mio passaporto in mano.

La democrazia è «caos» e «disordine» per sua natura. Le libertà e i diritti che un regime democratico ci concede sulla «fiducia» non sempre tutti sentono il dovere civico di ottemperare. Ovvio, come sempre nella vita, che si tratta di una questione di proporzioni e devo dire che come cittadino trevigiano non ho mai corso rischi. Né sento i miei amici aver rischiato la vita passeggiando in città. Credo siano aumentati i furti, ma ai vicini di casa hanno rubato il kit sciistico. Oddio… non che siano cose da fare, ma nemmeno tali pericoli di invocare l’esercito -o l’Armata Rossa.

Buona fortuna

Treviso violenta: la democrazia è caos febbraio 12th, 2016mario

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