del non avere pazienza

Non ho pazienza. Quando ho finalmente metabolizzato un’idea, un progetto, qualcosa, ho il segreto desiderio che venga realizzato (realizzata) hic et nunc, subito, anzi immediatamente. Credo dipenda dalla mia incapacità di proiettarmi nel futuro (o di vivere nel passato).

Per esempio, le vacanze. Ho analizzato le migliaia di vincoli (reali, esistenti) messi a inciampo sul mio cammino; li ho smantellati uno per volta; ho pensato di aver trovato LA soluzione, che concilia A- pochi soldi B- problemi di cuore e gambe (quindi poca mobilità e poca tolleranza al caldo torrido) C- poca simpatia per il mare D-caratteri scontrosi E-poche vetture a disposizione (quindi necessità di andare in un luogo servito da mezzi pubblici)… A QUANTO PARE NON E’ ESATTAMENTE QUELLO CHE avrei dovuto proporre. No, forse non va bene “ma sei sicura? mah, secondo me costa troppo/non c’è niente da fare/ci sono le salite — le discese — le strade — i monti — il lago” ecc. ecc.)

Così sono qui che rimugino. Che ho voglia di partire, andare in montagna, far sgambare mio figlio in mezzo ai prati portarlo a vedere le mucche e anche perfino fare qualche passeggiatina in centro… e invece forse, alla fine, mi toccherà spendere la stessa cifra per stare in campeggio al mare, nel posto dove lavoro, con il caldo e senza la vacanza vera…

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