destino spirituale

Personalmente credo nel destino spirituale.
Chè c’è un Dio ed esiste nel mondo la sua PRESENZA.
Che è possibile conoscere “tutto ciò che Dio ci ha donato”, citando San Paolo, cioè che per mezzo della sua TESTIMONIANZA, noi possiamo accedere alla comprensione delle cose spirituali.
Ciò che nel cristianesimo chiamiamo Gesù Cristo e Spirito Santo.
Dato che supponiamo la dimensione della dività di Dio non solo fisica, ma pensiamo la sua quarta dimensione spirituale, per analogia diremmo come una radiazione, come i raggi X, o una risonanza magnetica, che attraversano il nostro corpo, allora comprendiamo secondo ciò che dice San Paolo, nella stessa lettera, la prima corinzi al capitolo 2, che grazie alla TESTIMONIANZA, “noi parliamo… con un linguaggio … insegnato dallo SPIRITO, esprimendo cose spirituali in termini spirituali”.
Nel Destino spirituale ci vedo la PRESENZA di Dio.
Nella storia delle vicende umane ci vedo la PRESENZA.
Sono tanti i fatti ‘strani’ della seconda guerra mondiale, ad esempio, che hanno deciso la sorte del duetto Hittler-Mussolini.
In altri termini il PADRE DELLA VITA aveva deciso di metterci un piede sopra a quei due. Punto.
Sono diverse le persone che hanno agito con una forza e una intelligenza che umanamente è difficile ricostruire e replicare.
Una fra tutte la vicenda del Generale George Patton, che, come dice il film ‘L’uomo che fissa le capre’… “Like all Shaman,
they returned to the sky”. — ‘Come tutti gli Shamani era ritornato al cielo’… nell’immediata occorrenza della fine della guerra, compiuta l’opera.
Ma non mi voglio concentrare sulle persone quanto sulle idee.
Ieri ho ascoltato fra dati, relazioni analisi e rapporti come la vicenda umana si proponga sempre con la stessa sintassi.
Faccio un parallelo.
Secondo le dottrine che parlano di strategia il nemico quando attacca a) si espone, cioè ci offre una immagine di ‘che cosa è” b) utilizza una sintassi, cioè al massimo livello di astrazione, il nemico è una persona con una sua emotività.
Insomma secondo questo principio il generale Erwin Johannes Eugen Rommel si assumeva la responsabilità e il rischio di agire secondo il suo modo di agire.
Così fa il demonio.
Quando lo vediamo con gli occhi della mente muoversi da dietro le linee nemiche sappiamo che è lì, è lui, sappiamo come pensa, sappiamo cosa farà.
Il nostro agire vacuo ed erratico insegna le prossime mosse al nemico mortale della vita dell’uomo.