È necessario avere un sito web?

Il web è cresciuto, lo chiamano 2.0, e ha fatto molta strada da quando Tim Berners-Lee ha pubblicato la prima pagina in HTML. Oggi ognuno di noi ha la possibilità di pubblicare contenuti con una leggera danza dei polpastrelli sullo schermo del proprio smartphone, dunque è legittimo chiedersi quali possano essere le ragioni per un’azienda di avere un sito web.


Diverse volte in questi mesi, diversi clienti si siano presentati da me per aggiornare il proprio sito web, spesso obsoleto e “anti-responsive”, si tratta di un lavoro semplice, i contenuti sono già impostati, basta un pò di gusto e abilità nella programmazione per ottenere un veloce e pulito risultato.

Ma in rari casi l’azienda il sito web non l’ha proprio mai avuto. Visto che una buona fetta del mio lavoro consiste nel design e nella programmazione di siti web, mi sono trovato dunque a pormi la domanda, stimolante, di quale utilità abbia oggi un sito web per una azienda.

Non vorrei essere banale, una risposta semplice l’abbiamo tutti: oggi chiunque ha un sito e non comparire del tutto quando veniamo ricercati provoca in molti casi un senso di inaffidabilità. Ma oltre a questo?

In fondo basta avere un account su Facebook e possiamo pubblicare tutto quello che passa per la testa. Possiamo scrivere su Medium. Siamo degli esperti di moda? Con Instagram i nostri consigli e commenti sui trend del momento sono accessibili a chiunque. Per condividere i file esistono WeTransfer, Dropbox e quant’altro. Abbiamo una serie di CRM per gestire i clienti e applicazioni che consentono di gestire la propria contabilità.

A questi pochi esempi ne fanno seguito una valanga per altrettante esigenze degli utenti, reali o più astratte, e dobbiamo fra queste citare la moltitudine di sistemi disponibili per creare in modo semplice, a volte gratuito, il proprio sito, e pubblicarlo in pochi minuti.


Che confusione… a cosa serve?

A cosa servo, avrei anche potuto chiedermi, ma la risposta non sarebbe mai stata più eloquente che in questo contesto. Visto che oltre ad essere un web & graphic designer sono anche e prima di tutto anche io un imprenditore, non posso limitare il mio lavoro ad un aspetto tecnico. Si tratta invece di saper discernere e guidare il cliente in questo mare di strumenti che la tecnologia in senso lato ci mette a disposizione.

Si parla ormai da tempo di “distributed web”, o anche del “web delle cose”. Possiamo leggere queste definizioni come la possibilità di sfruttare le potenzialità di internet in modo organico, senza esserne sommersi, poterle girare in nostro favore e impiegare solo le energie utili ad ottenere il risultato che ci interessa.

Questo vuol dire avere l’onestà con i clienti di non vendergli qualcosa solo perché ce lo abbiamo li pronto, ne mantenerli nell’illusione (molto diffusa) che il web sia una specie di Babbo Natale al quale si può chiedere tutto. Ma sapere al contrario quali sono i propri obiettivi e a quali risultati possiamo mirare, da certamente maggiori soddisfazioni sul lungo periodo.


Ma allora, è necessario… o no?

Ad essere sincero, come al solito: dipende! Ed è questo il bello, perché l‘opportunità sta nella chiarezza dell’intenzione e saper fare le mosse giuste. In questa prospettiva ho scoperto che il mio lavoro ha un lato molto interessante che si sviluppa nel rapporto con le aziende che mi contattano, con le persone che ci sono dietro e con il resto del mondo con il quale questi soggetti entrano in relazione.

L’esercizio di trovare le priorità è una responsabilità importante e spesso i clienti hanno bisogno proprio di essere aiutati a fare i passi giusti, laddove essi stessi hanno chiara la direzione da prendere. Quando le cose sono impostate in questo modo, il lavoro diventa facile e il risultato è sempre soddisfacente.