Lettera aperta a chi svolge lavori creativi e si sente sfruttato


Caro amico creativo,

mi dispiace molto che, in questo sistema economico iniquo, il tuo unico modo per denunciare il fatto che ti senti bistrattato e sfruttato sia condividere un video di Youtube. Dico sul serio, ti sono vicino. Ma nonostante tutta l’empatia umana che posso provare per te, penso che forse dovresti considerare la questione da un altro punto di vista. Perché vedi, ad un osservatore esterno potrebbe sembrare che tu ritenga un tuo diritto
inalienabile essere pagato per svolgere lavori che altre persone sono disposte a fare gratis, e questo in virtù del semplice fatto che tu, a differenza loro, hai speso 20,000€ di IED per imparare ad usare Photoshop CS 6.

Non funziona così. Quando, traviato dal fatto di aver avuto la possibilità di accedere ad Internet fin da bambino, hai disgraziatamente deciso che avresti fatto un lavoro creativo perché il cantiere non ti avrebbe lasciato abbastanza tempo libero per i selfie, avresti dovuto sapere che il prezzo da pagare, in cambio del privilegio di non doverti alzare alle cinque e andare ad impilare mattoni per otto ore al giorno in un posto con la stessa percentuale di morti all’anno di Caracas, era doverti fare il culo per dimostrare di meritarti la posizione privilegiata alla quale aspiri. O forse pensavi che ti fosse tutto dovuto solo perché sai fare una linea retta su Autocad e sai a memoria qual è il codice esadecimale del Blu di Prussia?

#003153

Se davvero pensi di meritarti di fare un lavoro creativo devi imparare che è un ambiente dove le cose che fai contano di più delle cose che sai fare. A nessuno interessa quante gradazioni Pantone sai enumerare, quello che conta è la tua inventiva, la tua abilità di adattarti all’ambiente in cui ti trovi ad operare e la tua capacità di vendere te stesso.
Ti dirò di più: la tua laurea non conta un cazzo. Non attesta la tua capacità di fare effettivamente qualcosa, ma soltanto il fatto che quello che sai fare non l’hai imparato da solo ma te l’hanno insegnato facendosi pagare profumatamente per farlo. Può darsi che tu lo sappia fare meglio di qualcun altro che l’ha imparato per conto suo, ma non è necessariamente così. Per questo, se un cliente preferisce far disegnare il logo della sua azienda a suo cugggino che fa l’elettricista ma ha velleità pittoriche piuttosto che pagare uno sconosciuto che ha studiato per farlo, le tue recriminazioni, caro amico “creativo”, non possono basarsi sull’argomento che tu “hai una laurea”.

Non devi spiegare al cliente che, se tu stai chiedendo dei soldi e suo cugggino no, è perché quel lavoro tu puoi farlo meglio di suo cugggino. Questo lui lo sa già. E indovina? Non gliene frega un cazzo, perché piuttosto che dover pagare per un lavoro fatto bene preferisce accontentarsi di un lavoro fatto così così ma per cui non deve sborsare un euro. E questo non perché sia un bastardo o perché non rispetti la tua creatività, ma semplicemente perché nella tua creatività non vede alcun valore aggiunto: in buona parte dei casi non è nemmeno in grado di percepire le differenze qualitative tra il tuo
lavoro e quello di suo cugggino elettricista, e i tuoi “ma io ho una laurea” e “ma io lo faccio meglio” gli suonano infantili e presuntuosi. Dal suo punto di vista, tu gli stai semplicemente offrendo un servizio dietro pagamento, e per questo motivo non ha alcun problema a riderti in faccia quando qualcuno gli offre lo stesso servizio gratis.

Il punto è che tu non gli stai offrendo un servizio. Finché continuerai a considerare il tuo lavoro in questo modo nessuno ti darà un soldo, e faranno bene. Vuoi fare il “creativo”? E allora sii creativo! Distinguiti! Fatti notare! Fai qualcosa di grosso che faccia girare il tuo nome, mostra a tutti perché dovrebbero voler pagare te invece che rivolgersi all’amico del fratello dello zio che fa la stessa cosa come hobby quando torna a casa dall’ufficio. E’ difficile, ma è così che funziona. Cosa ti aspettavi, che una volta uscito da una scuola dove per tre anni ti hanno insegnato a disegnare e a colorare saresti stato assalito da una folla disperata alla ricerca di qualcuno a cui dare 5,000€ per fare un video di un minuto e mezzo?

WE MADE IT #swag #yolo #fuckbitches #getmoney

Nessuno chiederà più ai tizi che hanno fatto la “campagna di sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi” di lavorare gratis, ora che i loro video sono diventati “virali” e hanno fatto centinaia di migliaia di visualizzazioni. Perciò, caro amico “creativo”, se vuoi saltare la parte in cui dimostri di meritarti di venire pagato per il tuo lavoro e arrivare subito alla parte in cui vieni pagato per il tuo lavoro ti conviene andare in fabbrica.