I volti del Femminismo oggi: la parità nella cultura Pop

In questi ultimi anni la parola “femminismo” sta tornando sulla bocca di tutti, la gente ricomincia a ricordarsi che c’era una questione in sospeso in proposito e l’argomento diventa dibattito politico, soggetto d’arte e, ogni tanto, finisce anche nel programma scolastico. Le persone stanno percependo che non si è raggiunta ancora una sufficiente parità di genere e finalmente stiamo facendo sentire di nuovo la nostra voce.

Un po’ di storia: il Femminismo radicale

Ma come mai per così tanto tempo questa problematica era passata in secondo piano? Facciamo un passo indietro: le ultime grandi proteste femministe finiscono con gli anni ’70, la così detta seconda ondata e il femminismo “radicale”. Ancora oggi, se si pensa al femminismo, a molti vengono in mente le ragazze con i pantaloni a zampa di elefante e i fiori tra i capelli, con i cartelli e i megafoni, che occupano le piazze e protestano a favore delle donne, del lesbismo e dell’amore libero, in opposizione ai vecchi valori familiari e sociali, in cui vedevano la sedimentazione del potere maschile.

Allora, io non sono una grande fan del femminismo radicale, come molti altri. Questo perché, proprio come ci suggerisce il nome, era un moto alquanto forte e aggressivo, che spesso sfociava in un odio nel soggetto maschile. Del tutto giustificato a mio parere, visto il periodo: le donne erano arrivate a un punto di oppressione che non potevano più reggere. Vedendo mutare così velocemente la società, volevano che anche il loro status subisse finalmente un cambiamento radicale, appunto. Ma l’aggressività porta anche alla paura e subito gli anti-femministi ne hanno approfittato per creare un senso di inquietudine nei confronti del femminismo e della parità di genere che continuiamo a trascinarci oggi, trasformandolo in un tema tabù, di cui poco si parla e si sa. A dimostrazione di ciò c’è, ad esempio, la compagna social #Idon’tNeedFeminism che aveva avuto un incredibile e preoccupante successo.

Tuttavia, senza il femminismo radicale non avremmo ottenuto tutti quei privilegi di cui oggi godiamo senza neppure sapere chi ringraziare. Infatti sono state le femministe di allora a permetterci la scelta di abortire, di prendere la pillola anticoncezionale, di poter denunciare una molestia o uno stupro e sperare di avere un processo; ci hanno permesso la possibilità di non sposarci senza essere mal giudicate, di convivere, di non avere figli o averli fuori dal matrimonio; di avere una carriera lavorativa pari a quella di un uomo, di scegliere una carriera al posto dell’obbligo di avere una famiglia. Si sono battute contro una famiglia e una società patriarcale. Oltre ad aver dato un forte sostegno anche alla lotta in favore dell’omosessualità.

Insomma, hanno fatto e ottenuto tanto. E anche per questo che dagli anni ’80 il Femminismo è diciamo scomparso, o comunque si è fatto silenzioso. È stato impiantato un seme che ha necessitato del tempo per maturare e crescere. I decenni successivi sono diventati la consolidazione di quelle proteste: le richieste fatte sono diventate legge e riconosciute sempre di più dalle società dei paesi Occidentali.

Il Femminismo oggi

Ma, dopo quasi 30 anni di apparente serenità, qualcosa ha ricominciato a ribollire. Per quanto a livello legislativo abbiamo praticamente la parità, nella vita reale le cose sono ancora bel lungi dall’esserlo. Le donne se ne stanno accorgendo e si stanno stancando di nuovo. Il femminismo oggi è stato spolverato e ripulito dagli stereotipi e dalle falsità attribuitegli in questi anni, per farlo riemergere e chiedere una parità culturale. Cosa vuol dire? Significa che ora le persone desiderano essere considerate tali, vogliono eliminare dalla cultura e dalle credenze sociali l’idea che effettivamente siamo diversi. Certo, il corpo maschile è diverso da quello femminile, abbiamo due diversi organi sessuali, ma questo non implica che abbiamo diverse capacità intellettuali, diverse ambizioni, diversi atteggiamenti o comportamenti, diversi desideri. Insomma, non implica proprio niente.

E la cosa che a me ha più sorpreso e che mi sta rendendo davvero felice, è vedere quanti personaggi pubblici di massa — le star internazionali — si stanno facendo portavoce di questa battaglia e la stanno portando a tutti. Mentre prima il femminismo era legato più ad un certa nicchia di persone, principalmente gli intellettuali e i politici, ora sta diventando popolare. Pop. Gli idoli delle nuove generazioni sono femministi ed è l’unico modo, secondo me, per portare un vero cambiamento a livello sociale.

Il Femminismo e il cinema

Che siano le sorelle Elsa ed Anna di Frozen, Moana — o Vaiana nella versione italiana -, Merida o tante altre, la Disney sta diventando di certo uno dei volti del Femminismo di oggi, portando ai più piccoli una versione del mondo più paritaria. Sempre restando nel cinema — per quanto in questo settore di lavoro da fare ce ne sia, e tanto -, sul grande schermo cominciamo a vedere un po’ più di eroine e personaggi femminili con un minimo di spessore celebrale e non solo belle gambe. Uno di questi ad esempio è Katniss Everdeen di Hunger Games, spesso più sveglia e forte — anche fisicamente — di alcuni personaggi maschili della saga. Il ruolo è interpretato da Jennifer Lawrence, attrice che spesso parla di parità e maggiori diritti in favore delle donne nel settore cinematografico, dove le attrici non ricevono lo stesso trattamento degli uomini. Molte altre sue colleghe non restano in silenzio come Meryl Streep, Cate Blanchett o Kate Winslet. Ma il vero simbolo nel cinema è Emma Watson.

Emma Watson e il suo Femminismo “smart”

Emma nel 2014 è stata premiata come ambasciatrice di buona volontà dall’UN Women, l’associazione delle Nazioni Unite a sostegno della parità di genere. L’attrice sta sfruttando la sua popolarità non per farsi immortalare dai fotografi in scatti provocanti, ma per portare un messaggio di uguaglianza alle nuove generazioni. Ha dato vita alla campagna #HeforShe, in cui incita e sostiene gli uomini e il loro ruolo fondamentale nella parità di genere e nel femminismo, che per ignoranza si crede essere un argomento esclusivamente femminile — il che va in contraddizione proprio con lo stesso significato di Femminismo.

Da perfetta Hermione Granger, ha anche aperto un club del libro sulla piattaforma Goodreads– sito con raccomandazioni e consigli per le tue letture — intitolato “Our Shared Shelf”. Qui suggerisce titoli di libri e saggi a sostegno della parità di genere o che riflettono e trattano questa tematica. Tra le tante attività, ha anche donato alla libreria del college LMH di Oxford i libri proposti nel gruppo online, che conta già oltre 165 mila membri.

Emma Watson si è prefissata come obiettivo quello di sconfiggere la disuguaglianza tra i sessi con la conoscenza e il sapere, per abbattere l’ignoranza e gli stereotipi che attorniano questo tema e dimostrare l’urgenza e l’importanza di questa battaglia, a favore di Tutti. Questo è il video dell’illuminante discorso che ha fatto nel 2014 alle Nazioni Unite, qui trovate il testo tradotto.

https://www.youtube.com/watch?v=gkjW9PZBRfk

Ci siamo innamorati prima di Emma Watson per essere stata uno dei volti della celebre saga di Harry Potter, e adesso per essere il nuovo volto del Femminismo di oggi.

Il Femminismo e la musica

Ma c’è un altro settore della cultura Pop di oggi che è un grande sostenitore del Femminismo: la musica. Per quanto facendo un giro su Mtv o Youtube trovi video musicali a dir poco imbarazzanti, con queste figure femminili che sono letteralmente ai piedi dei maschi e che oltre a ridere brille e a ballare seminude altro non fanno, ci sono molte pop star che stanno diventando un simbolo della parità dei generi. M.I.A., Taylor Swift, Madonna, Lady Gaga e molte altre hanno dato e stanno dando un aiuto a creare un’altra immagine della donna, diversa da quella tradizionale. Nel bene e nel male, queste cantanti trasmettono donne forti, che si ribellano agli schemi, che reagiscono, ma soprattutto nel loro settore sono donne di potere. Hanno raggiunto il vertice. La musica di oggi ha un volto femminile: la maggior parte delle pop star sono donne e dominano nelle premiazioni internazionali.

Ma voglio concentrarmi su due personaggi in particolare, che a mio parere stanno facendo un fondamentale cambiamento per la parità di genere. La prima è Beyoncé.

Beyoncé e la sua rivoluzione “soft”

Da anni si scrivono articoli riguardo Beyoncé e il femminismo, dove analizzano se è femminista o meno. Ma c’è anche da chiederselo? Tutta la sua carriera solista affronta questa tematica, prima con toni leggeri — da Single Ladies a Irreplaceable — dopo sempre più in profondità, di passo in passo con la sua crescita musicale — e maggior potere decisionale. Tracce come Run The World (Girls), Why don’t you Love me,***Flawless — in cui cita il discorso della scrittrice Chimamanda Ngozi Adiche — , Partition o Sorry, sono ricche di riferimenti e valori femministi. Gli ultimi due album in particolare, in parte prodotti dalla Parkwood Entertainments — l’etichetta discografica fondata da Beyoncé stessa — sono un percorso sul concetto di femminilità e donna. E la stessa immagine di Beyoncé richiama potere, successo e forza.

Il suo femminismo a mio parere è uno dei migliori di oggi perché spoglia l’idea della “femminista” dai suoi ignoranti stereotipi, che la vedono come una donna che odia gli uomini, la femminilità, la sensualità e il sesso. Insomma, Beyoncé ha reso il Femminismo una battaglia che deve percorrere ogni donna e la mostra per quello che è: una lotta a favore della libertà di scelta. Beyoncé ha scelto di essere femminile, sensuale, fiera del proprio aspetto e della propria vanità, di essere moglie e madre, ma anche persona indipendente, lavoratrice, professionale, determinata e ambiziosa. La femminilità può essere anche questo. Sembra stupido, ma purtroppo nella nostra cultura c’è ancora l’idea che se una donna è femminile, allora è un’idiota. Le donne forti sono quelle che assomigliano all’uomo, in tutti sensi. No, una donna in carriera può esserlo anche con tacchi e paillette se è quello che vuole, e così anche un uomo.

Rihanna e una vita Unapologetic

L’altro volto del Femminismo oggi è senza dubbio Rihanna. La cantante barbadiana, a differenza delle due star precedenti, non si è mai dichiarata femminista. Sia la sua carriera musicale che il suo personaggio non sono mai stati creati per essere da esempio alle nuove generazioni o ai suoi fan, non vuole nemmeno portare dei valori, a differenza di Beyoncé. E Rihanna stessa lo ha dichiarato con il suo album Unapologetic: questa parola vuol dire “per nulla dispiaciuto”. Rihanna ci vuole dire che la sua immagine e il suo modo di fare non sono perfetti, anzi, ma che non le importa proprio nulla. Lei vuole essere così e nessuno la può giudicare per questo e, se lo fanno, lei di certo non cambierà per loro.

Proprio per il suo modo Unapologetic ho deciso di includerla come volto del Femminismo. Con questo Rihanna ha rotto una barriera e ha dato anche all’immagine della donna delle libertà fino ad ora concesse solo agli uomini. Infatti Rihanna oscilla su un filo in bilico tra “corretto” e “scorretto”. Come personaggio pubblico compie molte “opere buone” : ha creato la sua fondazione di beneficenza, la Clara Lionel Foundation, è ambasciatrice per le Barbados, si batte per diffondere conoscenza riguardo l’aids e ha partecipato a numerosi eventi benefici. Ma è anche un personaggio provocatorio, che spesso non si comporta proprio “correttamente”. Dall’immortalarsi fumando marijuana al presentarsi sui redcarpet con vestiti che la lasciano praticamente nuda, Rihanna è sempre stata ben lungi dall’essere una brava ragazza.

Frequenta night club, non ha relazioni stabili, è ricoperta di tatuaggi… insomma, non vuole un’immagine immacolata. Rihanna vive semplicemente la sua vita, come tantissimi altri, e non si scomoda nel cercare di nasconderlo.

Il grande cambiamento sta proprio in questo: mentre gli uomini si sono sempre concessi una vita abbastanza sregolata senza mai subirne gravi conseguenze, le donne invece si sono dovute proteggere per non finire nella lista delle “rovinate”. Lasciando da parte i casi da dipendenze da droga, alcol o altro — in cui i personaggi maschili , se riescono, ne escono comunque sempre a testa alta, al contrario delle ragazze — ci sono tantissime star, da Bowie a Mick Jagger, dai Beatles a Eminem, che sono stati personaggi alquanto eccentrici. E questo attributo non viene visto in maniera negativa. Mentre se una donna è un personaggio stravagante, allora è una donna perduta.

Rihanna invece sta riuscendo a vivere una vita “folle” senza che questa scelta rovini la sua figura artistica e professionale. È semplicemente eccentrica e provocatoria. O meglio, se stessa, con la sua forza e le sue fragilità. E fiera di esserlo senza doversi giustificare o scusare in qualche modo. E i suoi fan la stanno amando proprio per questo.

Ecco cosa sta facendo il Femminismo oggi

Il femminismo oggi ha l’obiettivo di eliminare dalla nostra cultura e dalla nostra società quelle scelte obbligate nel modo di essere solo perché siamo femmine o maschi. Ognuno deve sentirsi libero di mostrarsi e comportarsi secondo il proprio giudizio e, se sceglie una vita considerata sbagliata, ciò deve pesare allo stesso modo su una donna come su un uomo.