#Fannoschifo

Quello sguardo vacuo alle tortorate del Direttore de La Repubblica Mario Calabresi “avete querelato mio padre Luigi”. Lo sguardo è di un sempre più impresentabile Luigi Di Maio, vicepremier in servizio permanente continuo, ministro del lavoro part-time “quanno capita”. Quell’effetto acquario da pesce in apnea alla ricerca dell’aria di Armando Siri, si quello che pare faccia il sottosegretario ai Trasporti, secondo me lo fa a tutto, meno che a ciò di competenza (ma vale per tutti i #ministrivolanti #sottosegretarivolanti e #viceministrivolanti) durante la solenne blastata di Carlo Calenda condivisa con un altro impresentabile del giornalismo Massimo De Manzoni che pare abbia il patentino e faccia il giornalista per La Verità. Poi Laura Castelli, si quella del “questo lo dice lei” e che ieri sera non rivelava chi ha stampato 6 milioni di tessere elettroniche per il reddito di cittadinanza.

Mi si scrive in pubblico, perchè ormai vale tutto, che “sei minoranza” come se non potessi parlare. Io non ho mai amato il modello mentale del #noino quello vittimistico dell’alibi per giustificare i propri fallimenti. Io le mie responsabilità me le sono sempre prese. Questa volta però sono orgoglioso di essere in una minoranza, che come scritto mesi fa sarà vilipesa, svilita, umiliata, ma che non sarà mai doma.

Non sarò mai fiancheggiatore chi da mesi per ignoranza, comodo, ignominia e calcolo almenta panzane come quelle alimentate dal governo del cambiamento

Perchè voi che lo fate, lo avete fatto e lo farete #fatesemprepiùschifo non fosse altro per tollerare che a Lodi si faccia pagare di più la mensa ai figli degli immigrati, come plaudire da babbei quali siete la bocciatura al Global Concact per puro calcolo elettorale oltre che politico.

Ci sarà sempre una Emanuela, la diciassettenne che non potrà diventare italiana presto “grazie” al decreto sicurezza a ricordarvelo, non io. Lei per me sarà sempre italiana, come me.