Ableism?
Ableism/abilismo è il presupporre che tutte le persone abbiano un corpo abile come il tuo, atteggiamento dal quale nascono parole ed espressioni, idee e comportamenti discriminatori ai quali non facciamo nemmeno caso e dei quali non percepiamo la portata discriminatoria.
[Link utile http://www.urbandictionary.com/define.php?term=Ableism]
Francesca Fedeli di Fight The Stroke lo spiega bene in questo post e se leggendolo vi trovate a pensare “eh vabbè ma che esagerazione, allora dovrei fare attenzione a qualsiasi cosa dico e faccio” be’, il punto è proprio questo.
Mica facile, nemmeno per me che dovrei essere un filo più consapevole della media di quel che dico e faccio: al netto delle cafonate (chi usa ancora la parola “ritardato” per prendere in giro una persona nel 2017?*), lo trovo un argomento particolarmente ostico per me (perché sono italiana?) che fatico di più a vedere discriminazione là dove invece per esempio statunitensi/canadesi la vedono senza se e senza ma.
Giusto per fare un esempio, nei gruppi americani legati all’autismo, quelli più “radical neurodivergent”, io sono ableist/abilista — e non posso nemmeno intervenire se non sorvegliando accuratamente il mio linguaggio, parola per parola — solo per il fatto di non essere io la persona autistica ma sua madre.
* Comunque fino a pochi anni non era così, quindi le cose evolvono eccome, per fortuna
